venerdì 27 febbraio 2009

Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Calabria, Parte 5



ASSE II – Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
L’attuazione delle misure inserite in questo Asse mira a due obiettivi fondamentali: innescare
un processo di conversione delle tecniche di produzione in aree a forte impatto ambientale e
promuovere la tutela e la valorizzazione delle aree a vocazione ambientale, paesaggistica e
naturalistica.
Le criticità ed i fabbisogni emersi dall’analisi del contesto ambientale e le considerazioni
derivanti dalla valutazione della precedente programmazione hanno indirizzato la scelta degli
interventi da attuare in questo Asse. Strategie che hanno tenuto conto anche degli
Orientamenti Strategici Comunitari e degli obiettivi prioritari del Piano Strategico Nazionale.
Il territorio calabrese è costituito in prevalenza da aree montane e collinari e soffre di
difficoltà storiche legate alla deforestazione ed alla scarsa attenzione verso le risorse
ambientali. Uno dei rischi maggiori è, infatti, l’abbandono delle aree a forte valenza
ambientale cui si è iniziato a rispondere con l’istituzione di numerose aree protette, parchi e
siti Natura 2000. Con questa programmazione, in aggiunta e per potenziare quanto già
realizzato, si punta a preservare il valore ambientale dei territori facendo si che gli operatori
stessi fungano da gestori del territorio secondo una visione di sostenibilità. Accanto alle aree
in cui la salvaguardia ambientale è stata istituzionalizzata, figurano altre aree, che se pur non
coincidono con le prime, le cui risorse ambientali svolgono un ruolo fondamentale. Si tratta
delle aree svantaggiate dove il mantenimento dell’attività agricola con funzione di presidio si
rivela essenziale sotto diversi profili, fra i quali quello di svolgere un’azione preventiva nei
confronti del dissesto idrogeologico. Una criticità, questa, emersa dall’analisi del contesto.
Questo fenomeno ha trovato una delle sue cause maggiori nella progressiva perdita della
superficie boschiva sperimentata, come detto, sino alla metà del ventesimo secolo e non
ancora attenuata dall’attività di rimboschimento che ha caratterizzato il periodo che va dal
dopoguerra ad oggi. Da qui la necessità di sostenere ulteriori interventi di rimboschimento.
Non può essere tralasciata, inoltre, la tutela delle risorse naturali e della biodiversità che nella
regione assume proporzioni notevoli. Una tutela da attuarsi attraverso una pluralità di
strumenti che il regolamento sullo Sviluppo Rurale mette a disposizione del Programmatore.
A questo riguardo un ruolo primario sarà svolto dall’introduzione di tecniche di coltivazione
ecosostenibili che consentiranno, al contempo, agli agricoltori di giungere sui mercati con
prodotti più appetibili. Non può essere ignorato, infine, il ruolo positivo che tali tecniche
possono svolgere nei confronti di un altro dei nostri problemi epocali, cioè la progressiva
riduzione delle disponibilità di acque di buona qualità.
Un altro rischio emerso è il depauperamento al quale è sottoposto il suolo in gran parte del
territorio calabrese, a causa di incendi frequenti. L’attuazione di misure preventive, di
corrette tecniche silvicolturali, di una gestione economica sostenibile dei boschi unitamente
alla pianificazione dei territori boscati stessi, potrebbero ovviare a tali emergenze. Una
strategia da adottare, in particolare, mediante la finalizzazione delle azioni alla difesa
antincendio e alla pronta ricostituzione dei territori percorsi dal fuoco.
Per concludere, un contributo al contrasto ai cambiamenti climatici potrebbe derivare dalla
riduzione delle emissioni dirette di gas serra in atmosfera, ma soprattutto dalla disponibilità di
fonti rinnovabili. Queste, oltre ad essere rigenerabili, svolgono anche il ruolo di sottrattori di
anidride carbonica dall’atmosfera (carbon sink), contribuendo al contempo a migliorare il
reddito degli operatori rurali.
Lo Sviluppo Rurale, come concepito in questa fase, contribuisce ulteriormente
all’inserimento degli obiettivi ambientali nella politica a favore dei territori agricoli. Un
risultato raggiunto attraverso l’obbligo, per i beneficiari di tutte le azioni e le tipologie
d’intervento, dal rispetto della condizionalità, dei criteri di gestione obbligatori previsti dagli
articoli 4 e 5 del regolamento (CE) n. 1782/2003 e figuranti nei suoi allegati III e IV, nonché
dei requisiti minimi di cui all’articolo 39, paragrafo 3, primo comma, del regolamento (CE) n.
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1698/2005 (relativi all’uso di fertilizzanti e di prodotti fitosanitari) e di altre specifiche norme
obbligatorie previste dalla legislazione nazionale e citate nel programma.
Quando il beneficiario delle misure è l’imprenditore agricolo viene data priorità allo IAP. Il
PSR, in ciascuna fase di implementazione, rispetterà il principio di non discriminazione in
base al sesso, razza o origini etniche, religione e credi, disabilità, età od orientamento
sessuale. Il Piano adotterà, in questo senso, una linea strategica trasversale agli assi ed alle
misure e prevedendo adeguati sistemi di attuazione e gestione, valutazione, monitoraggio ed
informazione.
Misure rivolte alla promozione dell’utilizzo sostenibile dei terreni agricoli
Misura 211 Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle
zone montane
Misura 212 Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle
zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane
Misura 214 Pagamenti agro-ambientali
Misura 215 Pagamenti per il benessere degli animali
Misura 216 Sostegno agli investimenti non produttivi
Misure rivolte alla promozione dell’utilizzo sostenibile delle superfici forestali
Misura 221 Imboschimento di terreni agricoli
Misura 223 Imboschimento di superfici non agricole
Misura 226 Ricostituzione del potenziale produttivo forestale e interventi preventivi
Misura 227 Sostegno agli investimenti non produttivi
ASSE III - Qualità della vita e diversificazione dell’economia rurale
La Commissione, con il Regolamento per lo sviluppo rurale 2007-2013, ha effettuato un
ulteriore passo in avanti verso il passaggio da una politica agricola settoriale ad una politica
maggiormente territoriale che tenga conto delle complessità che ruotano intorno alle aree
rurali.
Il regolamento prevede sia misure di incentivo per le tipologie di imprese inserite nel contesto
dell’economia rurale (agriturismo, artigianato, turismo) che interventi di contesto
(miglioramento della qualità della vita, servizi per l’economia, formazione ed informazione,
acquisizione di competenze e animazione per l’elaborazione e l’attuazione di strategie di
sviluppo locale, ecc.).
Il turismo, l’artigianato e l’offerta di attività ricreative nelle zone rurali offrono potenzialità
per la diversificazione dell’attività in azienda e per lo sviluppo di micro imprese nel contesto
dell’economia rurale. I finanziamenti nell’ambito dello Sviluppo Rurale dovrebbero essere
destinati a quegli agricoltori coinvolti nella diversificazione dell’economia rurale. Pertanto,
questo Asse deve essere fortemente legato all’Asse I.
Va sottolineata come l’attività di formazione ed informazione acccompagni non solo
l’attuazione del PSR ma anche sia come un supporto alla progettazione locale, e
sensibilizzazione verso nuove forme di occupazione. Tale attività di formazione ed
informazione dovrebbe coinvolgere enti ed organismi che operano a favore delle aree rurali,
quali Agenzie di sviluppo, Istituti Agrari, sia Tecnici che Professionali, Enti locali, nonché
operatori economici e sociali, singoli e/o associati
Le azioni chiave che la Regione può mettere in campo sono le seguenti:
· Incrementare i tassi di attività e di occupazione nell’economia rurale;
· Incoraggiare l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro. A tal fine occorre sviluppare
tutti quei servizi materiali e immateriali necessari all’insediamento delle donne nelle
aree rurali (per esempio i servizi per l’infanzia) e garantire l’integrazione con l’asse 1.
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Per quanto riguarda, in particolare, il settore forestale, le risorse di quest’Asse possono essere
indirizzate alla realizzazione di piani di gestione forestale in aree di particolare pregio naturale
e di aree Natura 2000 e ad iniziative di sensibilizzazione ambientale. Pertanto queste vanno
collegate con quelle dell’Asse II.
Le azioni in questi campi devono essere attuate compatibilmente con gli obiettivi della
strategia europea dell’occupazione e con il programma di lavoro Istruzione e Formazione
2010 che si basa sull’apprendimento permanente in tutti settori, compreso quello agricolo,
agroalimentare e forestale.
Gli imprenditori agricoli principali (IAP) hanno priorità nell’accesso ai finanziamenti relativi
a questo asse quando i beneficiari sono gli imprenditori agricoli.
Il PSR, in ciascuna fase di implementazione, rispetterà il principio di non discriminazione in
base al sesso, razza o origini etniche, religione e credi, disabilità, età od orientamento sessuale
adottando una linea strategica trasversale agli assi ed alle misure e prevedendo adeguati
sistemi di attuazione e gestione, valutazione, monitoraggio ed informazione.
Misure rivolte alla diversificazione dell’economia rurale
Misura 311 Diversificazione in attività non agricole
Misura 312 Sostegno alla creazione e allo sviluppo delle imprese
Misura 313 Incentivazione di attività turistiche
Misure rivolte al miglioramento della qualità della vita nelle zone rurali
Misura 321 Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale
Misura 323 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
Misura 331 Formazione ed informazione
Asse IV - Attuazione dell’approccio Leader
Nelle passate programmazioni, Leader I, Leader II, e Leader + hanno giocato il ruolo di
laboratori di sperimentazione dello sviluppo locale integrato e sostenibile con specifico
riferimento alle aree rurali. La Programmazione 2007-2013, riconosce terminata tale fase di
sperimentazione e soprattutto riconosce raggiunto un livello di maturità tale da inserire nel
Programma di Sviluppo Rurale un quarto asse dedicato all’approccio Leader.
Di seguito sono elencati gli elementi chiave che definiscono l’approccio Leader:
a) le strategie di sviluppo locale si basano su territori rurali ben definiti, ovvero sono
riferite ad aree sub-regionali omogenee e strategicamente individuate sulla base
delle specificità delle aree e di una concentrazione di risorse (umane, finanziarie ed
economiche) sufficiente a sostenere la strategia di sviluppo locale stessa;
b) le strategie derivano dall’azione di partenariati pubblici-privati a livello locale
definiti Gruppi di Azione Locale;
c) l’elaborazione e l’implementazione delle strategie avviene secondo un approccio
bottom-up e coinvolge gli stakeholders in ogni fase di elaborazione della strategia,
attraverso gruppi di azione locale dotati di un adeguato potere decisionale.
d) le strategie elaborate sono di tipo integrato e multisettoriale nel senso che
coinvolgono vari settori dell’economia e nello specifico della nuova
programmazione affrontano in maniera trasversale gli obiettivi previsti dagli assi I,
II e soprattutto dall’asse III;
e) l’attenzione rivolta alla realizzazione di approcci innovativi è rilevante;
f) considerevole è l’attenzione rivolta alla realizzazione di progetti di cooperazione;
g) i partenariati locali sono collegati in rete;
Come emerge da tale descrizione dell’approccio Leader il valore aggiunto dell’asse IV
rispetto agli altri tre assi non è da ricercarsi in differenti contenuti o azioni, ma nella
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possibilità che viene offerta ai partenariati Leader di presentare progetti che attuino le azioni e
gli obiettivi stessi degli assi I, II e III, ma in maniera integrata e trasversale.
Uno dei maggiori vantaggi degli approcci area-based e bottom-up è la capacità di mobilitare
maggiori risorse locali per lo sviluppo. Questo accade perché gli attori locali hanno una
conoscenza più profonda delle opportunità offerte dalle risorse disponibili e, inoltre,
possiedono un più forte senso di proprietà e responsabilità verso il progetto. In questo senso
l’Asse Leader è da intendersi quale strumento per innescare processi di sviluppo locale
endogeno.
L’Asse Leader, inoltre, è da intendersi quale strumento di governance, nel senso di strumento
teso ad accrescere e/o costruire le capacità organizzative delle comunità locali. Sotto questo
aspetto i GAL hanno giocato e giocheranno un ruolo di rilievo nell’unire le organizzazioni
pubbliche, private e civili operanti in un dato territorio e nel condurre, in tal modo, alla
produzione dei metodi, regole, conoscenze e competenze necessarie per perseguire insieme
obiettivi comuni. In tal senso, l’approccio Leader ha l’obiettivo di stimolare il superamento di
conflitti di interesse tra i vari attori locali (es. turismo e protezione dell’ambiente). L’Asse
Leader, infine, è da intendersi quale strumento per deviare le aree rurali dal circolo vizioso del
declino incoraggiando l’innovazione. Particolare è il concetto di innovazione che Asse Leader
dovrà proporre e sostenere. Questo, infatti, non è da intendersi necessariamente come novità
hi-tech ne come innovazione radicale e/o invenzione e/o ricerca. L’innovazione, nell’ambito
di aree rurali sottosviluppate o particolarmente sofferenti, può voler dire trasferimento e
adattamento di strategie sperimentate altrove, introduzione di nuovi prodotti, processi,
modelli organizzativi o mercati. In questa ottica la cooperazione fra i territori inclusi nella
strategia di sviluppo locale sarà cruciale per facilitare il trasferimento e l’adattamento di
innovazioni sperimentate altrove.
Aree eleggibili all’asse Leader
La Regione Calabria ha effettuato una territorializzazione tesa ad individuare le aree calabresi
sulle quali intervenire e soprattutto le specificità di ciascuna. Nel rispetto delle quattro macroaree
indicate a livello di Piano Nazionale Strategico per lo sviluppo rurale sono state
individuate sei aree di riferimento per il PSR nel suo complesso (vedi paragrafo 3.1.1. del
PSR). Per quanto riguarda l’asse Leader il processo di territorializzazione si è ulteriormente
dettagliato in modo da determinare aree ancora più omogenee e caratterizzate da una massa
critica sufficientemente ridotta, ma non troppo piccola anche in termini di risorse, o meglio
ideale per procedere con lo sviluppo di piccoli progetti integrati e multisettoriali e per
promuovere processi di governance e percorsi di sviluppo locale di carattere bottom-up.
La tabella sottostante indica le aree individuate, mentre il processo di individuazione e i
comuni appartenenti a ciascuna area sono esplicitati nell’allegato 3 al Programma.
Griglia
nazionale
(PSN)
Macro-aree Calabria
(PSR)
Aree
Area di Cosenza
Poli urbani Aree urbane Area di Catanzaro
Area di Reggio C.
Piana di Sibari
Piana di Lamezia
Aree rurali ad
agricoltura
intensiva e
specializzata
Aree rurali
urbanizzate ad
agricoltura intensiva
e specializzata
Piana di Gioia Tauro
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Aree rurali ad
agricoltura intensiva
e specializzata
Crotonese
Basso Tirreno RC
Asprogal
Basso Tirreno CS
Aree rurali
intermedie
diversificate
Alto Tirreno CS
Valle Crati
Sila
Aree rurali
intermedie
Aree rurali ad
agricoltura estensiva Pollino
Valle Crocchio
Serre calabresi
Vibonese
Presila KR
Alta locride
Locride
Area grecanica
Alto Ionio CS
Sila greca
Savuto
Aree rurali con
problemi
complessivi di
sviluppo
Aree rurali in ritardo
di sviluppo
Monti Reventino
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Le aree così individuate sono 25, ma per quanto concerne le risorse e gli obiettivi dell’asse
Leader, la Regione Calabria ha scelto di considerare eleggibili all’asse IV solo le aree a più
forte carattere di ruralità e di marginalità. Coerentemente a tale posizione, le aree eleggibili
sono le aree rurali ricadenti nelle seguenti macro-aree:
· Aree rurali intermedie diversificate;
· Aree rurali intermedie ad agricoltura estensiva;
· Aree rurali in ritardo di sviluppo.
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La tabella sottostante elenca le aree rurali in questione e mostra alcuni dati rilevanti.
PSR Calabria Sub aree eleggibili Comuni Densità Popolazione
Alto Tirreno Cs 23 128,21 106.988
Basso Tirreno Cs 19 142,93 55.858
Basso Tirreno Rc 15 146,74 64.685
Aree rurali intermedie diversificate
Asprogal 7 121,47 10.847
Valle Crati 19 127,31 90.319
Sila 21 61,49 86.937
Aree rurali intermedie ad agricoltura
estensiva
Pollino 17 63,40 57.807
Alto Ionio Cs 13 39,35 24.750
Sila Greca 10 71,44 32.244
Savuto 19 88,51 33.291
Vibonese 50 149,85 170.746
Presila Kr 12 49,18 38.686
Valle Crocchio 19 60,24 42.897
Serre Calabresi 31 128,45 87.826
Monti Reventino 17 91,43 36.951
Alta Locride 10 80,00 28.376
Locride 29 111,53 99.831
Aree rurali in ritardo di sviluppo
Area Grecanica 14 82,70 49.494
Le aree eleggibili sono, dunque, 18 e rappresentano le aree relativamente più povere e con una
densità di popolazione inferiore ai 150 ab/kmq. Restano escluse le aree urbane, le aree rurali
urbanizzate ad agricoltura intensiva e specializzata e le aree rurali ad agricoltura intensiva e
specializzata. In questo modo è eleggibile all’asse Leader l’85% dei comuni, il 56% della
popolazione e il 78% della superficie regionale.
Nel rispetto del regolamento comunitario, la popolazione di ciascuna area è compresa tra
10.847 e 106.988 abitanti (limiti di riferimento dettati dall’art. 37 del Regolamento (CE)
1974/2006 sono: 5.000-150.000 abitanti). Fa eccezione l’area Vibonese che conta 170.746
abitanti. In questo caso la giustificazione è dettata dalla presenza della città di Vibo Valentia
che presenta caratteristiche più rurali che urbane. Pur essendo capoluogo di provincia, infatti,
la città di Vibo Valentia conta 34.000 abitanti circa contro i 95.000 della città di Catanzaro o i
117.000 dell’area urbana di Cosenza. Considerarla come area a se stante, quindi,
significherebbe definire una sub-area regionale molto piccola alla stregua di comuni rientranti
nelle aree rurali urbanizzate calabresi, ma non urbane (es. Rossano e Corigliano Calabro).
Anche i dati relativi allo spopolamento rendono l’area più simile alle aree rurali che a quelle
urbane o urbanizzate. A partire da tali presupposti si è ritenuto opportuno definire un’area che
unisse i comuni appartenenti alla stessa provincia.
Nella nuova programmazione è prevista una distinzione tra GAL/territori “maturi” e
GAL/territori “nuovi”. I GAL/territori “maturi”, intesi come quelli coinvolti nel LEADER + e
LEADER II anche in forma di ATI, saranno supportati con risorse finanziarie maggiori,
necessarie per avviare programmi di sviluppo più consistenti. I GAL/territori di nuova
costituzione (aree e gruppi che non sono stati mai interessati dall’iniziativa Leader), potranno
utilizzare la misura 431 relativa all’acquisizione di competenza per svolgere le attività
preliminari di costruzione del partenariato, conoscenza del territorio, nonché attività di
sperimentazione del metodo.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
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La tabella seguente evidenzia i GAL/territori maturi e i GAL/territori nuovi.
GAL/territori maturi GAL/territori nuovi
Alto Tirreno CS
Basso Tirreno RC
Valle Crati
Pollino
Alto Ionio CS
Sila Greca
Vibonese
Presila KR
Valle Crocchio
Serre Calabresi
Alta Locride
Locride
Area Grecanica
Asprogal
Basso Tirreno CS
Sila
Savuto
Monti Reventino
Procedure e criteri di selezione
Per aree eleggibili all’asse Leader si intendono quelle aree in cui il programma prevede che i
Gruppi di Azione Locale presentino, in seguito ad emanazione e pubblicazione di un bando
pubblico, i Progetti di Sviluppo Locale (PSL).
Per rispondere al bando dell’Asse Leader, i Gruppi di Azione Locale devono possedere le
seguenti condizioni di ammissibilità, oltre a quelle aggiuntive che eventualmente verranno
specificate nel bando:
· a livello decisionale, dovranno essere composti per almeno il 50% dalle parti
economiche e sociali e da altri rappresentanti della società civile, quali gli agricoltori,
le donne rurali i giovani e le loro associazioni (Art. 62 del Reg. CE 1968/2005);
· dovranno eleggere un capofila amministrativo e finanziario oppure costituirsi in una
struttura comune legalmente riconosciuta in grado di gestire i fondi e sovrintendere sul
funzionamento del partenariato.
Per quanto riguarda i GAL/territori nuovi, il rispetto delle suddette condizioni deve sussistere
al termine del periodo di acquisizione di competenza.
E’ previsto, infatti, un bando rivolto sia ai GAL/territori maturi che ai GAL/territori nuovi. I
GAL/territori maturi rispondono al bando presentando i Piani di Sviluppo Locale, mentre i
GAL/territori nuovi presentano la sola richiesta per accedere alla misura relativa
all’acquisizione di competenza. Solo successivamente (entro sei mesi dal bando) potranno
presentare i PSL con le stesse modalità dei GAL/territori maturi.
La presentazione dei progetti di cooperazione per la misura 421 “cooperazione interterritorale
e transnazionale” avverrà contestualmente alla presentazione del PSL ed essendo considerati
parte integrante la Strategia di Sviluppo Locale ideata dal GAL per il territorio di riferimento
sarà accordata la successiva fase di sviluppo esecutivo in concomitanza alla valutazione del
PSL. Al contrario non sarà possibile per un GAL attivare la misura 421 se non nell’ambito
della presentazione di un PSL.
La selezione dei PSL avverrà entro due anni dall’approvazione del PSR da parte della
Commissione Europea. Le fasi previste per la selezione sono:
· pubblicazione del bando pubblico rivolto ai soggetti proponenti per la presentazione
dei Progetti di Sviluppo Locale;
· istruttoria dei Progetti sulla base dei requisiti di ammissibilità dei GAL e dei PSL,
valutazione dei Progetti da parte dell’Autorità competente, approvazione delle relative
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
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dotazioni finanziarie; per i GAL “nuovi” tale fase e le successive saranno rinviate al
termine della fase di acquisizione di competenza.
· richiesta di integrazione dei progetti sulla base delle risultanze dell’istruttoria ai
soggetti proponenti;
· autorizzazione ai soggetti proponenti dell’inizio attività non appena la
documentazione richiesta viene considerata idonea dall’autorità competente.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata entro 90 giorni dalla pubblicazione
del bando di gara per l’attuazione dell’asse Leader.
L’Autorità competente, al termine della fase di selezione, comunica l’esito ai soggetti
proponenti.
I piani vanno presentati seguendo il format predisposto dalla Regione e allegato al bando.
La Regione garantirà la trasparenza della valutazione e le condizioni di concorrenza tra i
gruppi attivando azioni per la diffusione delle informazioni così come specificato nel
paragrafo relativo alle modalità di informazione dei beneficiari.
L’Autorità competente provvederà entro 45 giorni dalla data di scadenza della presentazione
delle domande ad approvare i Progetti pervenuti.
Le graduatorie di merito saranno pubblicate sul BURC e sul sito web della Regione Calabria
dedicato alla nuova programmazione.
La convenzione con ciascun soggetto proponente selezionato e finanziato dovrà essere
stipulata entro i successivi 30 gg. dalla pubblicazione della graduatoria sul BURC.
I Progetti approvati saranno comunicati ai soggetti proponenti. Questi ultimi entro 3 mesi
dalla comunicazione devono iniziare l’attuazione del Progetto pena decadenza.
Qualora nessun Progetto fosse ritenuto valido o quelli ritenuti validi non coprono le risorse
disponibili si provvederà a rifare un bando di gara.
Il periodo di eleggibilità delle spese è compreso tra la data di ricevibilità del progetto e il
31/12/2015. Di seguito si riporta una tavola di semplificazione della procedura di selezione e
di anticipazione dei risultati della selezione stessa.
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La Regione prevede di selezionare i 2/3 dei PSL presentati, ovvero prevede di selezionare 12
GAL sui 18 eleggibili. In particolare, la Regione Calabria intende selezionare 3 Gal nuovi su
4 e 9 GAL maturi su 14. La scelta di selezionare quasi tutti i GAL nuovi deriva dalla volontà
di far sperimentare ai territori nuovi l’esperienza Leader.
Per la selezione dei PSL ci si avvarrà di un apposito Organismo Tecnico di Valutazione
presieduto dal Dirigente generale del Dipartimento e comprendente un membro per ogni
materia rilevante ai fini della valutazione dei progetti e da un rappresentante per ogni Ente
competente.
La valutazione dei PSL avverrà secondo criteri prestabiliti a seguito di una prima fase per la
verifica del possesso delle condizioni di ammissibilità dei GAL proponenti e di possesso dei
requisiti di ammissibilità del PSL stesso. Condizione di ammissibilità dei PSL è, infatti, che si
basino almeno sulle caratteristiche da a) a d) e g) caratterizzanti l’approccio Leader sopra
descritti e comunque previsti dall’articolo 61 del Regolamento CE 1968/2005. Verificato tale
aspetto del PSL saranno valutati i seguenti aspetti i cui elementi verranno dettagliati in
maniera specifica in sede di elaborazione del bando:
o strategia proposta e qualità della proposta progettuale (25 punti);
o caratteristiche e qualità del partenariato locale (35 punti);
o modalità di gestione del piano e capacità di attuazione (20 punti);
o capacità di integrazione con le altre modalità di attuazione del PSR e dei programmi
dei fondi FESR e FSE (20 punti)
Territori
18
Maturi*
14
(PSL +cooperazione)
Non maturi
4
Bando
Acquisizione
di
Selezione Competenza
12 PSL
Presentazione
PSL +
cooperazione
3 PSL
Modalità d’attuazione
* Gal maturi quelli che hanno attuato il Leader II e/o il Leader +
9 PSL
Risorse
pubbliche
6 meuro
Risorse
pubbliche
3 meuro
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Visto l’obbiettivo di stimolazione della governance proprio dell’asse Leader, in sede di
valutazione dei PSL, la Regione porrà particolare attenzione alla qualità del partenariato in
termini di effettivo strumento per il superamento di limiti e vincoli che dominano le
possibilità di azione dei singoli.
La Regione, infine, attribuisce rilevanza particolare ai seguenti temi intorno ai quale
costruire il PSL:
· risorse locali inespresse;
· prodotti locali;
· risorse archeologiche e storico-culturali;
· paesaggio rurale e identità culturali;
· risorse turistiche rurali;
· risorse naturali, compresa la valorizzazione dei siti di interesse comunitario
(NATURA 2000);
La strategia di sviluppo locale dovrà, in ogni caso, garantire la vitalità dei progetti in una
prospettiva di lungo periodo e nello stesso tempo garantire di non compromettere le risorse
ambientali in gioco. In questo senso il Progetto dovrà possedere un’impronta economicamente
e ambientalmente sostenibile.
E’ possibile includere all’interno dell’area del PSL una zona, comunque limitrofa, anche se
non ricadente nell’area individuata dal Programma, purché venga debitamente giustificata la
sua inclusione in area diversa e, comunque, evitando sovrapposizioni.
E’, inoltre, possibile che due aree limitrofe presentino un solo Progetto evidenziandone
l’opportunità.
E’ possibile, infine, che le aree urbane (non comprese nelle aree eleggibili) possano essere
oggetto di intervento purché lo stesso sia limitato al massimo al 20% dell’intero territorio.
All’interno di un’area verrà approvato un solo PSL. Nel caso in cui due o più Progetti
venissero presentati per la stessa area territoriale, la Regione attiverà una fase negoziale (non
superiore a 15 giorni dalla data di scadenza della presentazione dei Progetti) con i diversi
partenariati al fine di favorire la presentazione di un solo progetto. Se la fase negoziale non
otterrà alcun risultato, i due o più Progetti presentati, nella stessa area territoriale, verranno
comunque valutati e sarà approvato il progetto che otterrà il migliore punteggio.
Contenuto e procedure di attuazione dei PSL
I GAL selezionati all’interno dell’Asse Leader potranno attuare i PSL secondo due modalità e
comunque in coerenza con quanto previsto nelle misure di riferimento:
- attuazione a bando
- attuazione a regia diretta
I soggetti proponenti, entro 3 mesi dalla comunicazione di approvazione del Progetto devono
dare inizio all’attuazione, pena decadenza e il subentro del Progetto immediatamente
successivo in graduatoria.
I PSL approvati riferiti a GAL impegnati nel Leader +, in ogni caso, potranno iniziare
l’attuazione della strategia di sviluppo locale proposta nel PSR soltanto dopo aver definito la
distribuzione di tutte le risorse finanziarie a loro assegnate.
Le fasi di attuazione dei PSL sono quelle di seguito indicate:
· redazione di bandi e progetti esecutivi da parte dei soggetti proponenti secondo le
modalità indicate nelle schede di misura;
· presentazione all’autorità di gestione dei bandi e dei progetti esecutivi.
· attuazione degli interventi a bando e a regia da parte dei soggetti proponenti;
· implementazione del sistema di monitoraggio con i dati relativi all’attuazione fisica,
finanziaria e procedurale;
· presentazione periodica dei rapporti di esecuzione e certificazione di spesa.
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· trasferimento delle risorse finanziarie dall’Organismo pagatore ai beneficiari finali;
A prescindere dalle modalità prima descritte, il soggetto proponente è tenuto ad inviare i
progetti, numerati in ordine cronologico di presentazione, all’autorità di gestione. Tali progetti
esecutivi non saranno oggetto di valutazione se conformi a quanto previsto nei PSL. Se
difformi saranno oggetto di valutazione che dovrà avvenire entro 15 giorni dalla
presentazione. Ogni progetto, altresì, dovrà contenere una breve illustrazione esplicativa circa
l’applicazione dei principi relativi alla trasparenza, alla concorrenza, alla normativa sugli
appalti pubblici.
All’interno del Progetto esecutivo il dettaglio dell’indicazione dell’intervento proposto dovrà
contenere gli elementi che seguono.
· Finalità e obiettivi
· Fasi di articolazione del progetto
· Descrizione degli interventi
· Cronogramma di attuazione
· Analisi dei costi
· Quadro finanziario complessivo
· Risultati concreti attesi
· Quantificazione degli obiettivi fisici
· Procedure di monitoraggio e di controllo
· Modalità di gestione
Strategie di sviluppo locale
Strategie di Sviluppo Locale rappresenta una sovra-sezione delle misure dell’asse Leader in
cui attraverso il PSL, ovvero, attraverso l’attivazione di particolari misure degli assi I, II e III
e attraverso la misura 421 relativa alla cooperazione si offre ai partenariati GAL la possibilità
di elaborare strategie integrate e multisettoriali a favore dello sviluppo dei propri territori di
riferimento. L’obiettivo delle Strategie di Sviluppo Locale, fase di effettiva concretizzazione
dell’approccio Leader è quello di stimolare lo sviluppo delle aree più deboli e marginali con
particolare riferimento al ruolo che in questo senso possono giocare la governance, la capacità
progettuale e gestionale locale e lo sviluppo del capitale sociale.
Come specificato nelle rispettive misure, 411 – “Competitività”, 412 – “Ambiente e Gestione
del territorio” e 413 – “Qualità della vita e diversificazione dell’economia rurale”, si indicano
di seguito le misure dei diversi assi del PSR che potranno essere attivate dai GAL all’interno
dei PSL:
ASSE I:
Misura 121 – Ammodernamento delle aziende agricole;
Misura 123 – Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali
Misura 133 – Azioni di informazione e promozione
Tali misure sono attivabili in relazione a progetti di sviluppo di microfiliere e sono attivabili
secondo le stesse modalità dei PIF. I progetti dovranno essere accompagnati dallo studio della
filiera di riferimento e comprendere la definizione dell’analisi SWOT oltre che la rilevazione
dei bisogni della filiera.
ASSE II
Misura 216 – Sostegno agli investimenti non produttivi – Parte privata
Misura 227 – Sostegno agli investimenti non produttivi – Parte privata
ASSE III
311 – Diversificazione in attività non agricole
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
173
312 – Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese
313 – Incentivazione di attività turistiche
323 – tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
331 – Formazione e informazione rivolta agli operatori economici impegnati nei settori che
rientrano nell’asse III.
Di seguito si riportano le misure attivabili dai GAL nell’elaborazione della propria Strategia
di Sviluppo Locale e l’indicazione sulla modalità di attuazione.
Misura Sub-misura Asse PSR
Procedura
selezione
operazioni
121-
Ammodernamento
delle aziende
agricole
123 -
Accrescimento del
valore aggiunto dei
prodotti agri e
forestali
411 - Competitività
I
133 - Azioni di
informazione e
promozione
Bando per
microfiliere
216 - Sostegno agli
investimenti non
produttivi – parte
privata
Bando
412 – Ambiente e
gestione del territorio II 227 - Sostegno agli
investimenti non
produttivi - parte
privata
Bando
311 -
Diversificazione in
attività non
agricole
Bando
312 - Sostegno alla
creazione e allo
sviluppo di microimprese
Bando
313 -
Incentivazione di
attività turistiche
Bando
323 – Tutela e
riqualificazione del
patrimonio rurale
Bando
410 – Strategie di
sviluppo locale
413 – Qualità della
vita e diversificazione
dell’economia rurale
III
331 - Formazione e
informazione
rivolta agli
operatori
economici
impegnati nei
settori che
rientrano nell'Asse
III
Bando o Gestione
diretta
421 – Cooperazione inter- territoriale e trans- nazionale
Gestione diretta
431 - Costi di gestione, animazione e acquisizione di competenze
Gestione diretta
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
174
Descrizione dei circuiti finanziari applicabili ai GAL
Il Gruppo di azione locale è responsabile della selezione dei progetti e della certificazione
della spesa effettuata dai destinatari degli interventi. I pagamenti verranno erogati
dell’Organismo Pagatore. Il destinatario di ogni singola operazione presenta richiesta di
pagamento al GAL e questi, dopo averla validata, la inoltra all’Organismo pagatore.
I GAL nella fase attuativa:
· emana i bandi,
· seleziona i beneficiari con propri atti,
· stipula con essi le convenzioni,
· effettua controlli amministrativi e finanziari;
· formula e approva gli elenchi di liquidazione dei beneficiari;
· presenta le domande di pagamento per gli interventi a regia diretta.
Gli elenchi predisposti dai GAL vanno inviati alla Regione e da questa all’Organismo
pagatore.
L’organismo pagatore effettuerà il pagamento direttamente al beneficiario trasmettendo una
copia dell’avvenuto pagamento al GAL e alla Regione.
Solo per l’attuazione delle misure 421 e 431 e quelle a regia diretta potranno essere erogati
anticipi nella misura massima del 50% del contributo ammesso a finanziamento dietro
presentazione di garanzia fideiussoria pari al 110% dell’anticipo da erogare.
Le certificazioni di spesa dovranno corrispondere a pagamenti effettuati dai beneficiari finali
e giustificati da fatture quietanzate o da documenti contabili di valore probatorio equivalente
ai sensi dei regolamenti vigenti.
Poiché vige la regola del disimpegno automatico e quindi la perdita dei finanziamenti non
erogati entro due anni dalla data di impegno sul bilancio comunitario, sulla base della verifica
dello stato di avanzamento dei Progetti, l’Autorità competente ri-alloca le risorse tra i piani
finanziari dei GAL con lo scopo di raggiungere le performance richieste dalla Commissione.
Nel caso in cui si paventeranno perdite di risorse finanziarie a causa di inadempienze da parte
di GAL selezionati, tali risorse saranno decurtate dalla dotazione finanziaria assegnata al GAL
stesso.
Misure Asse Leader
Misura 411 - Competitività
Misura 412 – Ambiente e gestione del territorio
Misura 413 – Qualità della vita e diversificazione dell’economia rurale
Misura 421 - Cooperazione interterritoriale e transnazionale
Misura 431 - Costi di gestione, animazione e acquisizione di competenze
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
175
5.7 Descrizione dei Progetti Tematici Strategici proposti
PTS agroenergie
Premessa
L’interesse dell’UE per lo sviluppo dell’energia rinnovabile è enorme. La bioenergia43 riveste
un ruolo importante poiché, attualmente, rappresenta circa la metà dell’energia rinnovabile
consumata nell’UE. La necessità di integrare questo aspetto nella nuova programmazione per
lo Sviluppo Rurale per il 2007-2013 è stato spesso enfatizzato nelle comunicazioni della
Commissione. Questo indirizzo trova terreno favorevole in Calabria perché consente di dare
risposte anche all’integrazione dei redditi degli agricoltori e prospettiva ai comparti in crisi.
Quella che viene delineata è un’agricoltura nuova all’insegna dell’ecosostenibilità nel senso
che concilia il sostegno all’economia locale con la tutela dell’ambiente e la valorizzazione
delle risorse del territorio. Attraverso la produzione di energia rinnovabile, l’agricoltura può
contribuire a mitigare i cambiamenti climatici.
Una filiera agroenergetica rappresenta, inoltre, uno sbocco alla biomassa di origine forestale
prodotta in diversi ambiti regionali ed alternativa ai seminativi tradizionali.
Questa strada rappresenta anche il tentativo di realizzare aziende economicamente efficienti
capaci di affrancare l’agricoltura dagli aiuti finanziari pubblici, nella prospettiva di una loro
riduzione progressiva a causa di risorse pubbliche sempre più limitate.
La finalità perseguita è di realizzare filiere agroenergetiche territoriali capaci di interessare
tutti gli imprenditori dei diversi segmenti e di ottenere, per questa via, anche una
ricomposizione fondiaria. Un obiettivo quest’ultimo da realizzare attraverso l’interesse delle
singole aziende coinvolte nella filiera di realizzare un disegno organico e funzionale comune,
in termine di parco macchine ed attrezzi, di operazioni colturali e di scelta delle colture
energetiche. Le aziende della filiera hanno, inoltre, l’esigenza di mettere in relazione la
capacità di produzione di biomassa e la sua trasformazione con il fabbisogno di energia dei
consumatori. L’ambito locale è la dimensione che consente nello stesso tempo di ottimizzare i
ricavi per il settore primario e di minimizzare i costi per i consumatori. Questo perché
l’ambito locale è caratterizzato dalla prossimità tra produzione, trasformazione e consumo di
energia.
La riduzione dei costi derivante dalla produzione di energia dai biocombustibili offre
possibilità di sviluppo ai settori della ricerca e della sperimentazione (nuove colture,
vivaismo, meccanizzazione dedicata, impiantistica e gestione del calore) relative alla filiera
bioenergetica.
La produzione di energia da biomassa impone l’esigenza di conseguire sinergie con i
programmi cofinanziati dai fondi strutturali nell’ottica della integrazione e della
demarcazione.
La coltivazione delle biomasse energetiche riguarda sia specie erbacee sia specie arboree.
Relativamente alla biomassa proveniente da colture arboree, si punta all’utilizzazione di
quella proveniente dalle foreste (utilizzata per circa un terzo rispetto ai 1.800.000 mc
prodotti), da essenze forestali a rapido accrescimento e dalle operazioni di pulizia
dell’ambiente boschivo e del paesaggio. Per quanto riguarda le specie erbacee, l’attenzione è
rivolta a quelle ricche di carboidrati e zuccheri (quali mais, sorgo, orzo, bietola, patata e canna
da zucchero).
43 Gli obiettivi dell’UE per l’energia rinnovabile e per i risparmi di energia: raddoppiare la quota di energia
rinnovabile nel consumo lordo nazionale dal 6 al 12 dal 2010, aumentare la quota di elettricità verde sul
consumo elettrico totale dal 14 al 22% dal 2010; aumentare la quota di biocarburanti nel mercato del carburante
per trasporto al 5,75% dal 2010; ridurre il nostro consumo energetico a 20% dal 2020.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
176
Il supporto alla produzione di oleaginose (es. colza, girasole e soia) viene effettuato nella
logica di integrazione con il programma previsto dal FESR che punta alla produzione di
bioetanolo e biodiesel.
Nell’ambito di una filiera bioenergetica ben strutturata ed organizzata potranno essere
utilizzati anche residui di lavorazione delle industrie di trasformazione, residui di potatura,
frazioni dei rifiuti solidi urbani (RSU) e reflui zootecnici. Questo anche con particolari
ricadute positive sull’ambiente.
Attenzione sarà rivolta anche alla produzione di idrogeno da biomasse in accordo con quanto
previsto dal Piano Energetico Ambientale Regionale. Un obiettivo da raggiungere mediante la
realizzazione di impianti di piccola taglia ed attraverso il sostegno di azioni pilota.
Il PSR calabrese, quindi, punta su un progetto bioenergetico che prevede l’uso delle biomasse
provenienti da:
· prodotti forestali;
· prodotti agricoli (erbacei e arborei);
· reflui zootecnici;
· sottoprodotti della trasformazione;
· rifiuti solidi urbani.
I processi prioritari per la produzione di bioenergie sono quelli di seguito indicati.
Processi biochimici
· digestione anaerobica (conversione delle biomasse non lignocellulosiche e dei liquami
zootecnici in metano e loro successiva trasformazione in energia elettrica, anche in
assetto cogenerativo);
· fermentazione dei glucidi contenuti nei vegetali come l’alcool etilico (produzione di
bioetanolo), o spremitura dei semi di oleaginosi come colza, girasole e soia
(produzione di biodisel);
Processi termochimica
· gassificazione (conversione delle biomasse in gas a basso potere calorifico e
successivo impiego di tale gas in impianti di produzione di energia elettrica anche in
assetto cogenerativo ad esempio motori o turbine a gas);
· combustione tradizionale (produzione di energia elettrica e/o calore attraverso la
combustione di biocombustibili solidi, quali cippato e pellet, provenienti da
lignocellusosiche arboree ed erbacee quali residui da potature, residui da lavorazione
del legno, sorgo da fibra, canna, discanto, paglia, stocchi, ecc.).
Il progetto prevede incentivi per la fase di produzione, trasformazione e commercializzazione
nonché per la ricerca e per l’assistenza tecnica.
Ricerca
Le linee di ricerca applicabili nel settore delle colture erbacee da biomassa dovrebbero
interessare sia specie già coltivate in Calabria (es.bietola da zucchero, colza, mais e cereali)
sia specie di nuova introduzione (es. alcune oleaginose ed il pastazzo e la sansa, sottoprodotti
della trasformazione rispettivamente degli agrumi e delle olive).
La ricerca interesserà anche la fase della trasformazione, con particolare riferimento alla scala
d’intervento ed alla ottimizzazione delle rese.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
177
Produzione e commercializzazione
Nella fase agricola verranno avviati interventi tesi a:
· sostenere la produzione di biomassa;
· incentivare la meccanizzazione delle coltivazioni finalizzata alla produzione di
biomassa, con particolare riferimento alla fase della raccolta;
· attivare le misure relative all’imboschimento dei terreni agricoli e forestali;
· realizzare piattaforme di raccolta, miscelazione pre-essiccamento, verifica qualità,
tracciabilità, ecc.;
· realizzare impianti di trasformazione per la produzione di energia per il fabbisogno
aziendale e per l’immissione in rete nei limiti della normativa vigente. (Misure 121-
123-311);
· ristrutturare le stalle nelle aziende agricole (meccanizzazione, raccolta e
convogliamento liquami);
· costruire strutture di stoccaggio delle biomasse, reflui e scarti di lavorazione.
Nella fase di trasformazione invece verranno sostenute azioni tese a realizzare:
· infrastrutture logistiche relative alla concentrazione delle produzioni agroenergetiche e
delle condotte di adduzione;
· strutture di stoccaggio dei residui della trasformazione (digestato ecc.);
· centri di la trasformazione.
In particolare nella fase di trasformazione relativamente alla digestione anaerobica sono
previsti finanziamenti per la costruzione di nuovi impianti e per l’adeguamento di quelli
esistenti. Mentre per la fermentazione-spremitura oltre a nuovi impianti di estrazione di
bioetanolo e biodiesel di taglia medio-piccola sono previsti incentivi per la conversione di
impianti idonei alla produzione di biocombustibili.
Infine per la gassificazione sono previsti incentivi per la costruzione di nuovi impianti per la
produzione di energia elettrica e di idrogeno da biomassa.
In tutti i casi sarà favorita la costituzione di cooperative di raccolta e trasporto delle biomasse,
di impianti consortili per la distribuzione dell'energia termica. Saranno previste, inoltre,
premialità per la realizzazione di applicazioni cogenerative e per l'integrazione dei diversi
segmenti delle filiere locali. Quest’ultima sarà attuata attraverso contratti vincolanti che
favoriranno la collocazione delle biomasse prodotte e l’utilizzazione dei sottoprodotti della
trasformazione e della energia prodotta.
L’obiettivo è quello di realizzare una rete di piccole centrali (tra 0, 25-1 MW) alimentate da
biomassa di diversa natura proveniente prevalentemente dall’impresa agricola, quindi più
collegata alla fase della produzione e della trasformazione agricola piuttosto che a quella
industriale.
Il FEASR finanzierà la produzione di energia nell’ambito dell’Asse I per la riduzione di costi
di produzione e nell’Asse III in funzione della diversificazione dell’attività agricola. In
entrambo i casi sarà sostenuta la costituizioni di forme integrate ed associate ( PIF, COOP,
Consorzi etc.) al fine di pervenire a progetti organici comprensoriali.
Gli impianti di piccole dimensioni risultano essere la soluzione ottimale per diversi motivi:
· decentramento degli impianti nelle zone rurali in cui la biomassa si rende
disponibile;
· minore impatto sociale ed ambientale;
· maggiore efficienza dovuta all'impiego di tecnologie più moderne;
· maggiore accessibilità all'investimento del mondo agricolo, preservando ottima
redditività;
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
178
· bacini di approvvigionamento più piccoli, minore costo ed impatto del trasporto,
raccolta più capillare;
· vendita energia a tariffa fortemente agevolate;
· minori perdite sulle reti di distribuzione dell'energia elettrica.
· Possibilità di realizzare reti locali integrate.
Nel comprensorio di Crotone, individuato dalla Regione come distretto energetico regionale
di concerto con il FESR è possibile l’insediamento di impianti di trasformazione di maggiori
dimensioni.
Tutti i finanziamenti saranno vincolati alla collocazione ed approvvigionamento delle
biomasse in ambito comprensoriale o regionale, grazie alla sottoscrizione di contratti di
coltivazioni e di conferimento all’interno di accordi di filiera, che se disattesi porteranno alla
revoca del finanziamento.
Assistenza tecnica
Il Fondo Sociale Europeo finanzierà i servizi per l’assistenza tecnica, quali:
· informazione nella fase di start-up volta alla conoscenza del rapporto costi-benefici
relativo alla fase di trasformazione/riconversione aziendale (ad es. Short Rotation
Forestry- SRF);
· formazione per la fase agricola;
· formazione per la fase di trasformazione.
Demarcazione
Il FEASR si occuperà del sostegno alla produzione di biomassa di origine agricola e forestale,
nonché del finanziamento di impianti di trasformazione fino ad una potenza di 1MW
finalizzati alla riduzione dei costi di produzione dell’azienda agricola (auto-consumo) ed alla
diversificazione dell’attività agricola. Il FEASR punterà alla produzione di energia elettrica
principalmente attraverso i processi di combustione e fermentazione della biomassa.
Il FESR finanzierà gli impianti di taglia superiore (> 0.25 MW), prevedendo anche progetti o
iniziative volti alla produzione di bioetanolo e biodiesel.
L’FSE avrà il compito di formare nuovi profili professionali per la gestione di impianti di
trasformazione e per le produzione agricole e forestali finalizzate all’ottenimento di biomassa.
PTS valorizzazione dei prodotti e dei territori
Il progetto tematico strategico sulla valorizzazione dei prodotti e del territorio calabrese
assume una importanza fondamentale al fine di creare le condizioni per fare sistema e
concentrare gli interventi su un unico grande progetto condiviso da tutti i partner.
E’ in questa ottica che va visto l’impegno della regione per una programmazione congiunta
nell’ambito del PSR in materia di iniziative promozionali in Regione, in Italia e all’estero.
E’ necessario ricordare che nell’ambito delle passate e attuali attività di promozione e
valorizzazione dei prodotti e dei territori calabresi i risultati sono stati abbastanza deludenti
per la frammentarietà degli interventi, per cui si rende necessario concentrare in un unico tutte
le iniziative. Inoltre, così facendo si ha un’immagine omogenea della calabria con tutte le sue
diverse articolazioni territoriali.
Il progetto unico favorisce, inoltre, l’integrazione degli altri fondi (FESR e FSE) e la
concentrazione delle altre risorse di bilancio in materia.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
179
Gli interventi previsti verteranno su iniziative di promozione del territorio e dei prodotti tipici
attraverso:
· Marketing territoriale – incentrato su iniziative volte ad agevolare la fruibilità del
territorio, aumentare la soddisfazione degli utenti che vi risiedono, migliorare
l’attrazione verso gli utenti e gli investimenti provenienti da fuori regione.
· Realizzazione di un sistema di certificazione e promozione delle produzioni di qualità,
articolato secondo il seguente schema:
- registrazione di un logo da utilizzare per l’identificazione delle aziende che
aderiscono al sistema;
- creazione di un regolamento d’uso del marchio, contenente tra l’altro le norme
per l’accesso, la decadenza, il subentro, le sanzioni etc;
- creazione di un regolamento inerente ai controlli, periodici e saltuari, effettuati
da un organismo cert ificatore accreditato, a cui le aziende accettano di
sottoporsi per aderire al sistema ;
- creazione di un disciplinare di processo, impostato su criteri di qualità più
restrittivi di quelli definiti per legge nell’agricoltura convenzionale, la cui
accettazione è condizione preliminare per l’adesione delle aziende al sistema;
- realizzazione di una Fiera itinerante delle produzioni rientranti nel sistema di
certificazione di qualità, con momenti espositivi da effettuarsi nei vari
comprensori regionali, in eventi di carattere nazionale aventi significatività
commerciale ed in eventuali occasioni espositive di carattere internazionale;
· Realizzazione di iniziative di promozione commerciale delle produzioni realizzate
nelle aziende che aderiscono al sistema di certificazione qualità articolato per come di
seguito:
- cogliere le nuove opportunità fornite dal web con l’allestimento di un sito
indirizzato alla divulgazione del sistema di certificazione di qualità e
contenente tra l’altro una sezione relativa alla regolamentazione ed alla
modulistica che lo regola ed una sezione relativa alla “offerta aziendale”,
modificabile on-line dalle stesse aziende e contenente gli elementi quantitativi,
qualitativi e commerciali relativi alle produzioni da commercializzare;
- porre in essere un servizio “borsa merci”, da attivarsi sul sito del marchio,
collegato ad un’agenzia di trasporto e distribuzione, da selezionarsi con bando
pubblico e finalizzato ad agevolare l’incontro tra domanda ed offerta dei
prodotti;
- realizzazione di una campagna d’informazione multimediale, per divulgare il
sistema di certificazione qualità e far conoscere le particolarità socioeconomico-
culturali-paesaggistiche- storiche-archeologiche dei territori;
- realizzazione di un evento periodico, a cadenza annuale, per l’incontro sul
territorio calabrese dei produttori con gli esportatori e le grandi catene di
distribuzione straniere, affinché si possa mettere appunto un meccanismo di
internazionalizzazione del commercio inerente le produzioni regionali;
- realizzazione di un servizio di assistenza all’internazionalizzazione delle
imprese regionali;
· Realizzazione di una campagna di informazione indirizzata agli opinion Leader, che in
vario modo proiettano l’immagine del territorio interfacciandosi per esso (insegnati,
albergatori, ristoratori, politici, dirigenti pubblici etc) e finalizzata a diffondere le
conoscenze inerenti le specificità del territorio e del sistema agroalimentare regionale;
· Programmazione e realizzazione di eventi (convegni, incontri, dibattiti etc) che a
diverso livello affrontino le tematiche inerenti la qualità dei prodotti, la loro
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
180
commercializzazione, e possa meglio emergere il legame dei prodotti con il nostro
paesaggio, la nostra cultura, gli usi e le tradizioni;
· realizzazione di un programma di educazione alimentare e di promozione dei prodotti
da attuare di concerto con il sistema scolastico calabrese e gli enti pubblici;
· definizione di un progetto di collaborazione con gli operatori delle reti di distribuzione
dei prodotti agroalimentari e con la distribuzione organizzata presente sul territorio
regionale.
PTS Tutela Risorse Idriche
Premessa
L’acqua, bene comune dell’umanità e di tutte le generazioni, è distribuita nello spazio e nel
tempo non in modo omogeneo e quindi non è accettabile una sua gestione che non discenda
da principi di solidarietà spaziale, sia a livello degli Stati, che localmente, che di solidarietà
temporale tra generazioni.
E’ una componente essenziale del territorio e pertanto una corretta gestione delle risorse
idriche nella dimensione dei bacini idrografici e degli acquiferi sotterranei deve basarsi su una
visione complessiva ed integrata tra protezione dell’ambiente, sviluppo economico,
territoriale e sociale.
Una politica per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle
acque costiere e sotterranee deve:
· impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi
acquatici e degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli
ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico;
· agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle
risorse idriche disponibili;
· mirare alla protezione rafforzata ed al miglioramento dell’ambiente acquatico, anche
attraverso misure specifiche per la graduale riduzione degli scarichi, delle emissioni e
delle perdite delle sostanze prioritarie e l’arresto o la graduale eliminazione degli
scarichi, delle emissioni, e delle perdite di sostanze pericolose;
· assicurare la graduale riduzione dell’inquinamento delle acque sotterranee e impedirne
l’aumento;
· contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità;
· garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualità
per un utilizzo idrico, sostenibile, equilibrato ed equo;
· proteggere le acque territoriali e marine;
· realizzare gli obiettivi degli accordi internazionali in materia.
Per ottenere tutto ciò è necessario perseguire la tutela quantitativa e qualitativa della risorsa.
La tutala qualitativa delle risorse idriche è ottenibile attraverso il sostegno alle imprese
agricole, zootecniche e forestali che si impegnano ad attuare pratiche agronomiche
compatibili con la conservazione qualitativa della risorsa idrica, tra cui quelle a basso impiego
di input, in particolare nutrienti (azoto e fosforo) e prodotti fitosanitari. E’ auspicabile favorire
la concentrazione degli interventi in quelle aree a forte “criticità ambientale” Anche gli
interventi forestali dovrebbero essere considerati, sia attraverso attività di forestazione
ambientale che attraverso la creazione di fasche tampone, boschetti e filari, sebbene
prevalentemente orientati a favorire l’infiltrazione delle acque, l’alimentazione delle falde, la
creazione di aree di espansione dei fiumi.
La tutela quantitativa delle risorse idriche può essere perseguita tramite il progressivo
raggiungimento di un equilibrio fra disponibilità e bisogni a livello territoriale e tramite un più
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
181
oculato ed efficiente uso dell’acqua improntato al risparmio idrico. Sarebbe pertanto
opportuno attivare interventi che favoriscano l’adozione di pratiche agronomiche finalizzate
al risparmio idrico e una efficiente gestione dell’irrigazione (dal calcolo dei fabbisogni irrigui,
all’adozione di sistemi a basso consumo, ad un miglioramento della efficienza della rete di
distribuzione, all’introduzione di misuratori).
La tutela del suolo richiede coerenza a quanto già indicato sul Piano Strategico Nazionale con
particolare attenzione al ruolo strategico funzionale che può assumere una corretta gestione
forestale del territorio.
In particolare sono quattro gli obiettivi che il regolamento europeo e il PSN indicano per
l’Asse II:
· Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione dei sistemi agroforestali ad
elevato valore naturalistico;
· Diffusione di pratiche agricole e forestali compatibili con la tutela qualitativa e
quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde;
· Riduzione dei gas serra;
· Tutela della risorsa del suolo.
Diventa necessario, per questo, demandare agli enti gestori della risorsa acqua il
coordinamento di attività con forti differenziazioni e peculiarità territoriali ed in piena
coerenza con gli orientamenti comunitari che nel secondo pilastro indicano letteralmente
quanto di seguito riportato: “…. in particolare ogni Regione indicherà come mettere a
coerenza la programmazione economica con le diverse forme di gestione del territorio, anche
al fine di contestualizzare priorità, vincoli e strumenti di intervento sul territorio stesso …..”.
Le priorità individuate per migliorare la gestione delle acque calabresi sono:
· Azione di formazione e informazione per favorire la progettazione di piani di
diversificazione aziendale che parta dai sistemi irrigui (misura 111);
· Organizzazione di una banca dati per il monitoraggio dei progetti di settore in
continuità alle azioni per gli interventi di risparmio idrico e razionalizzazione
distributiva delle reti irrigue e di completamento e potenziamento degli schemi irrigui
delle aree agricole portate avanti dalla passata programmazione (misura 114)
· Progetti per il miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo con lo
sviluppo e l’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura (misura 125)
· Gestione delle risorse irrigue attraverso il miglioramento delle infrastrutture e dei
sistemi irrigui e la manutenzione straordinaria dei canali irrigui (misura 125)
· Azioni di prevenzione del dissesto idrogeologico (misura 221).
Acqua e irrigazione
L’agricoltura irrigua sta assumendo sempre più rilevanza negli scenari di sviluppo del
Mezzogiorno. Gli ordinamenti colturali irrigui rappresentano infatti un punto di forza in
termini di reddito e di occupazione, per cui diventa strategico garantire una gestione
dell’acqua più efficiente. Al tempo stesso, l’agricoltura irrigua deve sapersi relazionare alle
necessità ormai imprescindibili di uso razionale e di tutela di una risorsa naturale limitata.
Altrettanto importante è il ruolo che l’agricoltura può svolgere rispetto alle esigenze di tutela
ambientale, soprattutto in relazione ai fenomeni di inquinamento delle acque e di degrado del
territorio. Una buona pratica agricola, infatti, può concorrere in maniera determinante alla
tutela dell’assetto idrogeologico e alla riduzione dei fenomeni di desertificazione in atto in
ampie fasce del territorio meridionale dell’Italia.
Gli obiettivi devono dunque essere:
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
182
· riorganizzare e implementare il sistema delle conoscenze sull’irrigazione del
Mezzogiorno, che è risultato da subito polverizzato, contraddittorio e con scarsi
collegamenti fra le varie fonti informative disponibili;
· mettere a punto metodologie per la valutazione della redditività degli investimenti
irrigui a livello comprensoriale e aziendale alla luce della Politica Agricola
Comunitaria e delle opportunità di sviluppo locale;
· approfondire, d’intesa con il Ministero dell’Ambiente, le problematiche sul ruolo
dell’agricoltura in termini di tutela qualitativa della risorsa.
L’obiettivo primario è fornire supporti informativi e metodologici alle Amministrazioni locali
ai Consorzi di Bonifica e Enti gestori della risorsa idrica, alle unità produttive agricole, al fine
di contribuire a una più efficace attività di programmazione e di gestione delle azioni di tutela
e di valorizzazione economica della risorsa idrica in agricoltura.
Interventi
I volumi di acqua derivabili da fonti tradizionali, superficiali e sotterranee, sarebbero
sufficienti alle esigenze idriche delle colture praticate nella gran parte dei comprensori irrigui
della Calabria, se non vi fossero alcune criticità di fruibilità della risorsa idrica nelle aree
agricole da parte dei potenziali utilizzatori. Preso atto della conclamata diminuzione degli
apporti di acqua meteorica, è necessario prevedere, in via prioritaria, la possibilità di
aumentare la disponibilità della risorsa idrica attraverso interventi finalizzati sostanzialmente
ad aumentare la capacità di accumulo dell’acqua, attraverso sia il recupero degli invasi
esistenti che il completamento e messa a regime di opere o la costruzione di nuove capacità di
invaso. Nel contempo, occorre ottimizzare l’uso delle disponibilità operando una
ristrutturazione ed ammodernamento degli schemi idrici a scopo irriguo al fine di ridurre
considerevolmente le perdite dovute all’obsolescenza e alla vetustà delle condutture.
Gli interventi della passata programmazione hanno portato notevoli risultati che ci consentono
di elaborare una programmazione finalizzata all’ottimizzazione e razionalizzazione degli
impianti con interventi specifici relativi a:
· realizzazione di nuovi schemi idrici;
· ricostruzione, potenziamento, razionalizzazione e ottimizzazione degli impianti
esistenti in modo da sopperire alle incompletezze delle alimentazioni, alla
obsolescenza e alla scarsa affidabilità degli stessi;
· la ristrutturazione e l’ammodernamento delle reti di adduzione e distribuzione,
principalmente di quelle costituite da canali a pelo libero o tubature in cemento
amianto;
· la riconversione degli impianti con introduzione di sistemi di distribuzione a domanda
e tariffazione legati ai costi effettivi (con priorità per le aree di pianura irrigua ed
agricoltura intensiva, compatibilmente con gli sbocchi di mercato delle produzioni
correlate agli assetti colturali del singolo comprensorio irriguo);
· l’introduzione di sistemi di controllo e regolazione della risorsa erogata;
· la realizzazione di vasche di accumulo e compenso nelle situazioni riscontrate di
carenza idrica;
· recupero delle acque reflue;
· risparmio idrico;
· l’informatizzazione finalizzata all’implementazione e alla gestione della risorsa idrica
mediante la costituzione di un Sistema Informativo Territoriale dei perimetri consortili
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
183
che comprenda tutte le opere di bonifica e l’aggiornamento dei catasti per la corretta
redazione dei piani di classifica.
Demarcazione
Per quanto attiene alla demarcazione degli interventi tra i diversi fondi il FEASR si occuperà
della gestione delle risorse irrigue attraverso il miglioramento delle infrastrutture, della rete di
distribuzione dei sistemi irrigui e della manutenzione straordinaria a livello aziendale.
Mentre il FESR si occuperà, con interventi inquadrabili a livello sovraziendale, della
realizzazione di nuovi schemi irrigui e della ricostruzione, completamento, potenziamento,
razionalizzazione ed ottimizzazione di quelli già realizzati. Interventi, questi, tutti tesi a
sopperire all’insufficienza delle alimentazioni, all’obsolescenza e alla scarsa affidabilità dei
sistemi irrigui .
L’entità territoriale sovraziendale di riferimento potrà essere costituita anche dai Consorzi di
bonifica.
Infine l’FSE avrà il compito di formare nuovi profili professionali per una migliore gestione e
controllo delle reti idriche.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
184
5.8 Indicatori di riferimento correlati agli obiettivi
ASSE Obiettivo Indicatore degli obiettivi Indicatore di contesto Indicatore di risultato
Sviluppo economico Designazione delle zone rurali
Orizzontale Tasso di attività Importanza delle zone rurali
Disoccupazione
Formazione ed istruzione nel settore agricolo Utilizzazione dei terreni agricoli Numero di partecipanti che
completano proficuamente
un’attività di formazione
relativa all’agricoltura e/o
silvicoltura
Struttura per età del settore agricolo Struttura agricola Accrescimento del valore aggiunto
lordo nelle aziende finanziate
Produttività del lavoro nel settore agricolo Struttura forestale Numero di aziende che introducono
nuovi prodotti e/o nuove tecnologie
Formazione di capitale fisso lordo nel settore
agricolo
Produttività delle zone forestali Valore della produzione agricola
secondo standard/etichette di
qualità riconosciuti
Sviluppo occupazionale del settore primario Numero di agricoltori che entrano
sul mercato
Sviluppo economico del settore primario
Produttività del lavoro nell'industria alimentare
Formazione di capitale fisso lordo nell'industria
alimentare
Sviluppo occupazionale dell'industria alimentare
Sviluppo economico dell'industria alimentare
Produttività del lavoro nella silvicoltura
ASSE 1
Miglioramento della
competitività del
settore agricolo e
forestale
Formazione di capitale fisso lordo nella silvicoltura
Biodiversità: popolazione degli uccelli su terreni
agricoli
ASSE 2 Copertura del territorio
Miglioramento
dell’ambiente e
dello spazio rurale
attraverso la
Biodiversità: zone agricole ad Elevata Valenza
Naturale
Zone meno favorite
Zona caratterizzata da una gestione
positiva del territorio che favorisce:
la biodiversità e
l’agricoltura/silvicoltura ad
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
185
Biodiversità: composizione delle specie di alberi Zone destinate ad agricoltura
estensiva
Qualità delle acque: equilibri lordi sostanze
nutritive
Siti Natura 2000
Qualità delle acque: inquinamento da nitrati e
pesticidi
Biodiversità: foreste protette
Suolo: zone a rischio di erosione Sviluppo della zona forestale
Suolo: agricoltura biologica Condizioni dell’ecosistema foreste
Cambiamenti climatici: produzione di energie
rinnovabili dall'agricoltura
Qualità delle acque
Cambiamenti climatici: SAU destinate alle energie
rinnovabili
Uso delle acque
gestione del
territorio
Cambiamenti climatici: emissioni di gas a effetto
serra dall'agricoltura
Foreste di protezione riguardanti
principalmente la produzione di
acqua
elevata valenza naturale
qualità delle acque
cambiamenti climatici
qualità del territorio
prevenzione della marginalizzazione
e abbandono dei terreni agricoli
Agricoltori con altre attività remunerative Densità demografica Accrescimento del valore aggiunto
lordo non-agricolo delle aziende
finanziate
Sviluppo occupazionale del settore non-agricolo Struttura per età Quantità totale di posti di lavoro
creati
Sviluppo economico del settore non-agricolo Struttura dell’economia Numero maggiore di turisti
Sviluppo lavoro autonomo Struttura dell'occupazione Popolazione delle zone rurali che
beneficia del miglioramento dei
servizi
Infrastrutture turistiche nelle zone rurali Disoccupazione a lungo termine Accrescimento della penetrazione di
Internet nelle zone rurali
Tasso di adozione di internet nelle zone rurali Conquiste didattiche Numero di partecipanti che
completano proficuamente
un’attività di formazione
Sviluppo del settore servizi Infrastrutture Internet
Saldo migratorio
ASSE 3
Miglioramento della
qualità della vita
nelle
zone rurali e
promozione della
diversificazione
dell’attività
economica
Apprendimento/educazione permanente nelle zone
rurali
Leader Sviluppo di Gruppi di Azione Locale
fa riferimento agli indicatori di tendenza (LEAD indicators) nel quadro della strategia nazionale e della
sorveglianza strategica prevista dall’Articolo 11, paragrafo (3), lettera (c), e dall’Articolo 13, paragrafo
(2), lettera (a) del Regolamento CE n. 1698/2005
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
186
Di seguito si riportano gli indicatori fisici relativi alle misure previste per ogni asse.
II. INDICATORI COMUNI DI PRODOTTO
ASSE 1 MIGLIORAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGRICOLO E FORESTALE
Codice Misura Indicatore di prodotto *
111 Formazione professionale e interventi
informativi
§ Numero di partecipanti alla formazione
§ Numero di giorni di formazione ricevuti
112 Insediamento di giovani agricoltori § Numero di giovani agricoltori assistiti
§ Volume totale degli investimenti
113 Pre-pensionamento § Numero di agricoltori che optano per il
prepensionamento
§ Numero di lavoratori agricoli che optano per il
prepensionamento
§ Numero di ettari resisi disponibili
114 Utilizzo di servizi di consulenza § Numero di agricoltori assistiti
§ Numero di detentori di aree forestali assistiti
115 Avviamento di servizi di assistenza, di
sostituzione e di consulenza aziendale
§ Numero di servizi di assistenza, sostituzione e
consulenza aziendale di nuova introduzione
121 Ammodernamento delle aziende agricole § Numero di aziende agricole che hanno ricevuto il
sostegno all’investimento
§ Volume totale degli investimenti
122 Accrescimento del valore economico delle
foreste
§ Numero di detentori di aree forestali che hanno ricevuto
il sostegno all’investimento
§ Volume totale degli investimenti
123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali
§ Numero di imprese oggetto di sostegno
§ Volume totale degli investimenti
124 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti,
processi e tecnologie nei settori agricolo e
alimentare e in quello forestale
§ Numero delle iniziative di cooperazione finanziate
125 Infrastrutture connesse allo sviluppo ed
all’adeguamento dell’agricoltura e della
silvicoltura
§ Numero di interventi finanziati
§ Volume totale degli investimenti
126 Recupero del potenziale di produzione agricola
danneggiato da catastrofi naturali ed
introduzione di adeguate misure di prevenzione
§ Numero di beneficiari
§ Volume totale degli investimenti
131 Rispetto delle norme basate sulla legislazione
Comunitaria
§ Numero di beneficiari
132 Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di
qualità alimentare
§ Numero di aziende assistite che partecipano a sistemi di
qualità
133 Attività di informazione e promozione § Numero di azioni finanziate
141 Agricoltura di semi-sussistenza § Numero di aziende agricole di semi-sussitenza
finanziate
142 Associazioni di produttori § Numero di associazioni di produttori finanziate
§ Volume d’affari delle associazioni di produttori
*Per ciascuna misura, sarà fornito il numero di richieste accolte
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
187
ASSE 2 MIGLIORAMENTO DELL’AMBIENTE E DELLO SPAZIO RURALE ATTRAVERSO LA
GESTIONE DEL TERRITORIO
Codice Misure Indicatore di prodotto *
211 Indennità per svantaggi naturali a favore di
agricoltori delle zone montane
§ Numero delle aziende in zone montane finanziate
§ Terreni agricoli finanziati in zone montane
212 Indennità a favore di agricoltori in zone
caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle
zone montane
§ Numero delle aziende in zone caratterizzate da
svantaggi diverse dalle zone montane, finanziate
§ Terreni agricoli finanziati in zone caratterizzate da
svantaggi, diverse dalle zone montane
213 Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla
Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro del
Settore Acque)
§ Numero di aziende beneficiarie di sostegno in zone
Natura 2000 /ai sensi della Direttiva Quadro del Settore
Acque
§ Terreni agricoli finanziati ai sensi di Natura 2000/ai
sensi della Direttiva Quadro del Settore Acque
214 Pagamenti agro-ambientali § Numero delle aziende agricole e aziende appartenenti
ad altri gestori del territorio che ricevono i pagamenti
§ Superficie totale compresa nel sostegno agroambientale
§ Superficie effettiva compresa nel sostegno agroambientale
ai sensi della presente misura
§ Numero complessivo di contratti
§ Numero di richieste connesse alle risorse genetiche
215 Pagamenti per il benessere degli animali § Numero di aziende agricole che ricevono il sostegno
§ Numero di contratti per il benessere degli animali
216 Investimenti non produttivi § Numero di aziende agricole e aziende appartenenti ad
altri gestori del territorio che ricevono il sostegno
§ Volume totale degli investimenti
221 Primo imboschimento di terreni agricoli § Numero di beneficiari che ricevono gli aiuti per
l’imboschimento
§ Numero di ettari di terreno interessati
dall’imboschimento
222 Primo impianto di sistemi agroforestali su terreni
agricoli
§ Numero di beneficiari
§ Numero di ettari interessati da nuovi sistemi
agroforestali
223 Primo imboschimento di superfici non agricole § Numero di beneficiari che ricevono gli aiuti per
l’imboschimento
§ Numero di ettari di terreno interessati
dall’imboschimento
224 Indennità Natura 2000 § Numero di aziende silvicole che ricevono le indennità,
nella zona Natura 2000
§ Terreno forestale (ettari) finanziato in zona Natura 2000
225 Pagamenti per interventi silvoambientali § Numero di aziende silvicole finanziate
§ Superficie forestale finanziata col sostegno
silvoambientale
§ Numero di contratti
226 Ricostituzione del potenziale forestale e
introduzione di interventi preventivi
§ Numero di interventi di prevenzione/ricostituzione
§ Zona forestale danneggiata oggetto di sostegno
227 Investimenti non produttivi § Numero di detentori di aziende forestali beneficiari del
sostegno
§ Volume totale degli investimenti
* Per ciascuna misura, sarà fornito il numero di richieste accolte
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
188
ASSE 3 MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA NELLE ZONE RURALI E
PROMOZIONE DELLA DIVERSIFICAZIONE DELL’ATTIVITA’ ECONOMICA
Codice Misura Indicatori di prodotto *
311 Diversificazione in attività non agricole § Numero di beneficiari
§ Volume totale degli investimenti
312 Creazione e sviluppo delle imprese § Numero di micro-imprese create o beneficiarie di
sostegno
313 Incentivazione delle attività turistiche § Numero di nuovi elementi relativi ad infrastrutture
turistiche sostenuti
§ Volume totale degli investimenti
321 Servizi essenziali per l’economia e la
popolazione rurale
§ Numero di azioni comprese nel sostegno (iniziative TIC
ed altro)
§ Volume totale degli investimenti
322 Risanamento e sviluppo dei villaggi § Numero di villaggi in cui ha avuto luogo l’intervento
§ Volume totale degli investimenti
323 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale § Numero degli interventi relativi al patrimonio rurale che
hanno beneficiato del sostegno
§ Volume totale degli investimenti
331 Formazione e informazione § Numero degli attori economici partecipanti alle azioni
rientranti nel sostegno
§ Numero di giorni di formazione ricevuta dai
partecipanti
341 Acquisizione di competenze, animazione ed
attuazione delle strategie di sviluppo locale
§ Numero di interventi di acquisizione di competenze e
animazione
§ Numero di partecipanti alle azioni
§ Numero di partenariati pubblici-privati finanziati
ASSE 4 LEADER
41
411
412
413
Attuazione delle strategie di sviluppo locale
- competitività
- ambiente/gestione del territorio
- qualità della vita/diversificazione
§ Numero di gruppi di azione locale
§ Superficie totale (km2) del GAL
§ Popolazione totale presente nella zona del GAL (km2)
§ Numero di progetti compresi nei GAL
421 Esecuzione dei progetti di cooperazione § Numero di progetti di cooperazione
431 Gestione del gruppo di azione locale,
acquisizione di competenze e animazione del
territorio di cui all’Articolo 59
§ Numero di interventi finanziati
* Per ciascuna misura, sarà fornito il numero di richieste accolte
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
189
Di seguito si riportano gli indicatori di impatto che valuteranno il programma.
INDICATORI COMUNI D’IMPATTO
INDICATORI COMUNI D’IMPATTO
Indicatore Descrizione
Valore obiettivo stimato
(situazione al 2013
1. Crescita economica Crescita netta di valore aggiunto totale
64.573.968 Euro
2. Posti di lavoro creati Equivalenti a tempo pieno creati totali
1.730 unità
3. Produttività del lavoro
Valore aggiunto lordo per Equivalente
tempo pieno
5.098 Euro
4. Ripristino della biodiversità Variazione nel declino della biodiversità misurata in
base alle popolazioni delle specie di uccelli delle aree
agricole
Riduzione percentuale tendenza al declino
5. Conservazione di habitat agricoli e
forestali di alto pregio naturale
Incremento della superficie ad alto valore naturalistico
+2.220 ha
6. Miglioramento della qualità delle acque
Surplus di Azoto (kg/ha) su totale SAU -1.35 %
7. Contributo all’attenuazione dei
cambiamenti climatici
Incremento della produzione di energia rinnovabile
+66 Ktep
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
190
6. Piano finanziario
La strumentazione prevista per l’attuazione del PSR risulta fortemente articolata e richiede
una coerente allocazione delle risorse finanziarie.
Si ritiene utile evidenziare che le risorse disponibili saranno destinate, nel rispetto delle soglie
minime previste per l’equilibrio finanziario tra gli Assi stabilito dal Regolamento 1698/05, e
secondo l’allocazione prevista nelle singole misure.
6.1 Contributo totale annuale del FEASR (in EURO)
Anno 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Totale
Regioni di
convergenza44
91.387.000 90.849.000 88.126.000 89.345.000 88.373.000 87.968.000 87.293.000 623.341.000
Totale FEASR 91.387.000 90.849.000 88.126.000 89.345.000 88.373.000 87.968.000 87.293.000 623.341.000
6.2 Piano finanziario per asse (in EURO, per l’intero periodo)45
Contributo pubblico
Asse
Totale pubblico
Percentuale del
contributo da
parte del FEASR
(%)
Importo FEASR
Asse 1 444.469.235 57,5 255.569.810
Asse 2 444.469.235 57,5 255.569.810
Asse 3 108.407.130 57,5 62.334.100
Asse 4 65.044.278 57,5 37.400.460
Assistenza Tecnica 21.681.426 57,5 12.466.820
Totale 1.084.071.304 623.341.000
44 Per gli Stati membri con regioni di convergenza e di non-convergenza.
45 Nei casi in cui il programma di sviluppo rurale copre diversi tipi di regioni e le quote di co-finanziamento
del FEASR sono differenziate, la Tabella dovrà essere ripetuta per ciascun tipo di regione: regioni con Obiettivi
di Convergenza, regioni Esterne e isole dell’Egeo, altre regioni.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
191
7. Ripartizione indicativa per Misura di Sviluppo Rurale (in EURO, per
l’intero periodo)
Misura/Asse
Spesa
pubblica Spesa privata Costo totale
Misura 111 7.700.000 7.700.000
Misura 112 41.000.000 41.000.000
Misura 113 2.000.000 2.000.000
Misura 114 8.000.000 2.000.000 10.000.000
Misura 115 5.000.000 5.000.000
Misura 121 178.769.235 178.769.235 357.538.470
Misura 122 20.000.000 20.000.000 40.000.000
Misura 123 60.000.000 60.000.000 120.000.000
Misura 124 4.000.000 4.000.000
Misura 125 80.000.000 80.000.000
Misura 126 4.000.000 4.000.000
Misura 131 4.000.000 4.000.000
Misura 132 4.000.000 4.000.000
Misura 133 26.000.000 11.142.857 37.142.857
Totale Asse 1 444.469.235 267.912.092 712.381.327
Misura 211 39.000.000 39.000.000
Misura 212 6.000.000 6.000.000
Misura 214 299.828.469 299.828.469
Misura 215 4.000.000 4.000.000
Misura 216 4.000.000 4.000.000
Misura 221 20.640.766 20.640.766
Misura 223 6.000.000 2.000.000 8.000.000
Misura 226 30.000.000 30.000.000
Misura 227 35.000.000 35.000.000
Totale Asse 2 444.469.235 2.000.000 446.469.235
Misura 311 59.407.130 59.407.130 118.814.260
Misura 312 5.000.000 5.000.000 10.000.000
Misura 313 6.000.000 6.000.000 12.000.000
Misura 321 21.000.000 9.000.000 30.000.000
Misura 323 15.000.000 15.000.000 30.000.000
Misura 331 2.000.000 857.143 2.857.143
Totale Asse 3 108.407.130 95.264.273 203.671.403
4.1 Strategie di sviluppo locale: 52.000.000 27.142.857 79.142.857
411.Competitività 10.000.000 10.000.000 20.000.000
412.Ambiente/Gestione del territorio 2.000.000 2.000.000
413.Qualità della vita/diversificazione 40.000.000 17.142.857 57.142.857
4.2 Cooperazione inter-territoriale e trans-nazionale 5.000.000 2.142.857 7.142.857
4.3 Costi di gestione, animazione, acquisizione delle
competenze 8.044.278
8.044.278
Totale Asse 4 65.044.278 29.285.714 94.329.992
Totale assi 1, 2, 3 e 4 1.062.389.878 394.462.079 1.456.851.957
511. Assistenza tecnica 21.681.426 21.681.426
TOTALE GENERALE 1.084.071.304 394.462.079 1.478.533.383
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
192
8. Finanziamenti nazionali integrativi per Asse
La tabella sottostante sintetizza i finanziamenti nazionali integrativi per Asse, così come
prevede l’art. 16 lettera f del Regolamento (CE) n. 1698/2005, distinti per misure interessate.
Asse I Finanziamenti
Nazionali Integrativi
Misura 121 25.000.000,00
Misura 123
15.000.000,00
Totale Asse I 40.000.000,00
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
193
9. Gli elementi necessari alla valutazione ai sensi delle norme sulla
concorrenza e, se del caso, l’elenco dei regimi di aiuto autorizzati a
norma degli articoli 87, 88 e 89 del trattato che saranno utilizzati per
l’attuazione dei programmi.
La Regione Calabria, ai sensi dell’art. 57 comma 1 del regolamento n 1974/2006, intende
attuare il proprio programma di sviluppo rurale anche attraverso l’utilizzo di risorse
finanziarie integrative su alcune misure rientranti nel campo di applicazione dell’art. 36 del
Trattato (Misure “agricole”), allo scopo di soddisfare un maggior numero di domande con le
stesse modalità, condizioni e tassi previsti dalle pertinenti misure/operazioni del programma.
Gli aiuti in questione sono riportati nella tabella a seguire secondo le modalità fissate
dall’allegato II punto 9 A del Reg. n 1974/2006 della Commissione:
Ai sensi dell’art. 57 comma 2 del regolamento n. 1974/2006, il programma di sviluppo rurale
della Regione Calabria comprende aiuti di Stato configuratisi come contributi finanziari
erogati dallo Stato membro quale controparte del sostegno comunitario ai sensi dell’articolo
88 del regolamento (CE) n. 1698/2005, a favore di alcune misure e/o operazioni che non
rientrano nel campo di applicazione dell’art. 36 del Trattato (misure “non agricole”). Nello
specifico rientrano in questa casistica le misure di cui agli articoli 25 e 52 e le operazioni,
ovvero quelle relative ai prodotti trasformati che non rientrano nell’Allegato I del Trattato,
facenti parte delle misure di cui agli articoli 28 e 29 del Reg. (CE) n. 1698/2005. Gli aiuti in
questione sono inseriti nella tabella a seguire secondo le modalità fissate dall’allegato II punto
9 B del Reg. n 1974/2006 della Commissione:
Codice
Misura Titolo del regime di aiuto Legittimazione del
regime
Durata del
regime
115
Avviamento di servizi di consulenza
aziendale, di sostituzione e di
assistenza alla gestione delle aziende
agricole, nonché di servizi di
consulenza forestale
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
123*
Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
2008
Codice
Misura Titolo del regime di aiuto Legittimazione del
regime
Durata del
regime
121
Aiuti a favore degli investimenti nel settore
agricolo ed agroalimentare – art.2, comma 2,
lettera A della L.R. 8 luglio 2002 n. 24.
Decisione C(2004) 1222,
Aiuto di Stato –Italia –
Regione Calabria. Aiuto N
287/2003
1.1.2007-
31.12.2013
123
Delibera della Giunta regionale n.449 del 17
giugno 2003, relativa alla misure
d'applicazione dell'articolo 2, capoverso 2,
lettera b) della legge regionale n.24
dell'dell'8 luglio 2002.
Decisione C(2004) 2904,
Aiuto di Stato –Italia –
Regione Calabria. Aiuto N
313/200337
2008
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
194
124*
Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti,
processi e tecnologie nei settori agricolo e
alimentare e in quello forestale
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
311 Diversificazione in attività non agricole
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
312
Sostegno alla creazione e allo sviluppo
di microimprese
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
313
Incentivazione di attività turistiche
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
321
Servizi essenziali per l’economia e la
popolazione rurale
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
323 Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
331 Formazione ed informazione
Qualsiasi aiuto concesso in
forza della presente misura
è conforme al regolamento
de minimis n° 1998/2006
del 15 dicembre 2006
1.1.2007-
31.12.2013
La Regione Calabria si impegna a notificare individualmente, a norma dell’art. 88 paragrafo 3
del Trattato, ogni singolo caso di applicazione dei regimi di aiuto indicati nel presente
paragrafo e corrispondenti al punto B dell’allegato II del regolamento della Commissione n°
1974/2006 per i quali è richiesta una notifica individuale ai sensi della normativa sugli aiuti di
stato o in forza delle condizioni stabilite nelle rispettive decisioni di approvazione.
* Il regolamento de minimis n° 1998/2006 del 15 dicembre 2006 in queste misure si applica solo a quelle
oprazioni relative alla trasformazione di prodotti fuori dall’Allegato I.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
195
10. Informazioni sulla complementarietà con le misure finanziate dalla
Politica Agricola Comune, dalla politica di coesione e dal Fondo europeo
per la pesca.
10.1 Complementarità con le attività, le politiche e le priorità della Comunità, in
particolare con gli obiettivi della coesione economica e sociale e con quelli del
Fondo europeo per la Pesca.
L’importanza che il mondo rurale riveste per lo sviluppo delle aree europee è notevole
tanto che nella futura programmazione è tenuto da conto anche dagli altri fondi
comunitari. Infatti, il regolamento del FESR prevede disposizioni relative alle specificità
territoriali e stabilisce che vi debba essere complementarietà e coerenza tra azioni
finanziate dal FESR e quelle finanziate dal FEASR. I programmi devono stabilire, in
particolare, una chiara demarcazione di compiti tra i due Fondi. I concetti di coerenza e
complementarità, tuttavia, non possono essere implementati solo ed esclusivamente
attraverso una semplice demarcazione burocratica delle competenze d’intervento. C’è
una questione di metodo, come correttamente evidenziato dagli orientamenti strategici
comunitari, laddove si sostiene che “per rafforzare la coesione territoriale è necessario
applicare il giusto metodo, scegliendo cioè un’impostazione pluridisciplinare e integrata
e individuare problemi specifici connessi alle diverse situazioni geografiche”. In
relazione alla ruralità in Calabria, è necessario tener conto della diffusa presenza di
queste aree e, quindi, ogni intervento previsto sul territorio non può che attuarsi in una
ottica di demarcazione, integrazione e complementarietà al fine di ottimizzare gli
interventi e renderli più efficaci. In questa ottica la programmazione è stata impostata in
accordo con gli uffici regionali responsabili dei fondi comunitari. Il Dipartimento
Agricoltura (responsabile della programmazione FEASR e FEP) e il Dipartimento
Programmazione e fondi comunitari (responsabili del FESR e FSE) hanno in diversi
incontri individuato le linee di integrazione, complementarietà e demarcazione degli
interventi. Le connessioni individuate riguardano più livelli:
· coerenza strategica;
· la demarcazione e integrazione tra misure;
· la complementarietà e integrazione nelle modalità di attuazione;
· integrazione territoriale.
Le linee strategiche di intervento nel settore agricolo sono orientate a sostenere l’agricoltura e
le aree rurali all’interno di una visione strategica e complessiva capace di coniugare lo
sviluppo agroindustriale e lo sviluppo rurale, migliorare la competitività dei sistemi agricoli e
dei territori in un’ottica di integrazione in grado di rispettare l’ambiente e valorizzarlo. Questo
anche al fine di agire in una visione di diversificazione dell’economia e di una offerta di
servizi in quelle aree dove è più carente la qualità della vita e dove è di conseguenza più
evidente il fenomeno dello spopolamento. La complessità dei problemi presenti in alcune aree
calabresi (aree rurali in ritardo di sviluppo) impone la necessità di intervenire con più fondi, in
una ottica unitaria e nell’ambito di un’unica strategia e di obiettivi condivisi, al fine di
innescare processi di sviluppo capaci di invertire il trend negativo di queste aree .
La programmazione agricola, seppure orientata nell’ottica dello sviluppo rurale
(multifunzionalità, ambiente, diversificazione) deve essere inserita nel quadro più
generale delle politiche di sviluppo, volte a rafforzare la coesione economica e sociale
attraverso la crescita della competitività, della occupazione, della qualità e sostenibilità
dell’ambiente, dei territori rurali.
Per meglio integrare i fondi strutturali è necessario una definizione del rurale che tenga
conto non solo del rapporto con l’agricoltura ma con il contesto economico più generale.

Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Calabria, Parte 4



I progetti integrati FEAOG
Progetti Integrati per le Filiere (PIF)
Complessivamente i 42 PIF registrano una capacità di spesa pari a circa il 56%. Essi
registrano livelli di spesa differenti: 22 hanno una capacità di spesa oltre il 75%, 5 tra 50% e
75%, 6 tra 25% e 50%, 9 meno del 25%36. A livello di singole misure, si registra il 93%
realizzato dalla misura relativa all’insediamento giovani agricoltori. E’ interessante
evidenziare come lo strumento PIF si stia rilevando uno strumento adeguato per
l’accelerazione della spesa e questo soprattutto per quanto concerne le misure “perno” del
36 Essi registrano bassi movimenti di natura finanziaria dovuti al fatto che si tratta di PIF approvati da poco tempo e che
pertanto hanno avviato solo recentemente le attività previste dai singoli progetti.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
121
sistema di filiera: gli investimenti nella produzione e trasformazione dei prodotti. E questo in
qualche modo sta permettendo al Dipartimento Agricoltura di recuperare i forti ritardi che
hanno caratterizzato l’avvio del programma in generale e della progettazione integrata in
particolare.
Il costo medio per PIF è pari a 8 meuro, mentre il costo medio per progetto è di 127 mila euro.
La misura che presenta il maggior numero di beneficiari e di progetti risulta essere la
misura 4.5 che interessa gli investimenti nelle aziende. Questa misura registra circa l’83%
dei beneficiari e circa l’80% dei progetti. Segue la misura 4.6 relativa agli investimenti
legati alla trasformazione dei prodotti che assorbe il 4% sia a livello di beneficiari che di
progetti.
Progetti Integrati per le Aree Rurali (PIAR)
Il modello PIAR proposto dal POR 2000-2006 prevedeva l’attivazione di un’intensa attività di
animazione territoriale propedeutica all’implementazione del modello da parte dei
territori.Contempla, contestualmente, una riorganizzazione dell’amministrazione regionale
con la previsione di una struttura unica di riferimento per i PIAR capace di valutare e gestire
progetti integrati territoriali (invece di singole misure). Il processo si è attivato nel maggio
2001 e le fasi di negoziato si sono concluse nell’aprile 2005, con la chiusura dell’ultimo
negoziato e, di conseguenza, con l’emissione dell’ultimo decreto di ammissibilità dei PIAR.
Gran parte delle risorse finanziarie interessano le misure 4.11 e 4.17. Queste ultime
prevedono investimenti di natura infrastrutturale (strade rurali, acquedotti, opere di
elettrificazione, recupero di aree picnic e di sosta, etc.), o strutturale (recupero del patrimonio
immobiliare rurale di pregio). Significativa anche la presenza di interventi di natura
orizzontale, quali la creazione di servizi a favore della popolazione o dell’economia rurale.
L’insieme di questi interventi copre circa il 70% delle risorse pubbliche complessive attribuite
ai PIAR.
Il PSR Calabria
La programmazione 2000-2006 è partita accollandosi oneri derivanti dagli impegni assunti
nella precedente programmazione 1994-1999 pari a 188,82 milioni di euro, in massima parte
(oltre 129 milioni di euro) imputabili alle misure agroambientali (ex reg. Ce 2078/92).
L’elevato peso degli impegni pregressi ha condizionato l’avvio della nuova fase. Nel 2000
sono stati effettuati pagamenti pari a 91,52 milioni di euro corrispondenti al triplo di quello
previsto (29,83 meuro). Questa situazione è stata dettata dalla necessità di pagare in un unico
esercizio premi riferiti a più annualità (1999, 2000 e in parte 1998). Una procedura, questa,
che è risultata compatibile grazie alla possibilità di effettuare compensazioni finanziarie tra
Psr a livello nazionale. Una volta portati a termine i pagamenti riferiti a impegni pregressi, la
Regione Calabria ha dovuto limitare la propria azione per rispettare il budget assegnato. Nel
2006 la riduzione della spesa è da addebitare alla decisione assunta dal Comitato di
Sorveglianza nazionale che ha privilegiato le misure di investimento rispetto a quelle a
premio. La programmazione 2000-2006 si è conclusa con un debito che graverà sul PSR
2007-2013 pari a 121,976 milioni di euro.
Lo stato di attuazione ha riguardato soltanto due misure (Misura E – Aree svantaggiate e
Misura F - Agroambiente). Le domande pervenute e riconfermate sono state pari a 3.699 per
la misura F per un importo di 15,7 meuro e 4.349 con un importo di 4,7 meuro per la misura E
(incidenza del 4% sul totale delle aziende calabresi).
La tabella seguente evidenzia le domande presentate al 2005 per misura e provincia.
Provincia Domande misura E Domande misura F
n. Importo n. Importo
Cosenza 1.218 1.573 976 3.343
Catanzaro 822 1.004 549 2.625
Reggio C. 1.056 359 1.207 5.802
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
122
Crotone 779 1.129 633 2.710
Vibo V. 474 624 334 1.451
Totali 4.349 4.690 3.699 15.732
L’iniziativa comunitaria Leader+
Il 2007 rappresenta il quarto anno di avvio dell’attuazione dei PSL da parte dei GAL.
Allo stato attuale la programmazione prevede il raggiungimento del 100% degli impegni e il
58% della spesa. Ad eccezione del primo anno di attività in cui si è incorsi nel disimpegno
automatico per circa 233 mila euro, negli anni successivi la spesa è stata sempre superiore a
quanto previsto.
Analizzando la distribuzione della spesa per assi e misure, si osserva che il 95% dei
pagamenti sono attribuiti all’asse 1. L’asse 2 ha avuto avvio alla fine del 2006 per cui la spesa
ha, quindi, riguardato solo pochi progetti. La sezione 4 è stata utilizzata per usufruire
dell’apporto di società esterne per l’assistenza tecnica al programma.
Le misure che presentano una buona performance sono quelle relative all’assistenza tecnica
(87% della spesa), al sistema produttivo locale (71%) e ai servizi reali per il sistema locale
(70%). Le altre misure presentano una capacità di spesa, comunque pari o superiore al 50%.
Solo l’asse 2 presenta dei ritardi in termini di spesa per l’avvio avvenuto alla fine del 2006. I
progetti di cooperazione presentati e approvati hanno riguardato tutti i GAL coinvolti
nell’asse I per un totale di 8 progetti divisi equamente tra cooperazione interterritoriale e
transnazionale.
Risorse complessive e pagamenti effettuati e certificati al 30/6/2007 (in meuro)
Assi/Misure
Risorse
previste
(1)
Impegni
(2)
Pagamenti
(3)
Capacità
di spesa
(3) / (1)
Pagamenti
%
1 - PSL 35,0 35,0 23,1 66 95
1 - Assistenza tecnica sviluppo rurale 5,3 5,3 4,6 87 19
2 – Sistema produttivo locale 13,1 13,1 9,3 71 38
3 - Valorizzazione risorse locali 9,3 9,3 4,5 48 19
4 - Miglioramento qualità della vita 1,0 1,0 0,6 60 2
5 – Formazione 0,8 0,8 0,5 63 2
6 - Servizi reali per il sistema Locale 5,3 5,3 3,7 70 15
2 – Cooperazione 5,4 5,4 0,4 7 2
4 – A.T., Monitoraggio e Valutazione 1,5 1,5 0,8 53 3
Totale 42,0 42,0 24,3 58 100,0
Effetti e risultati della programmazione feoga 2000-2006
La programmazione feoga 2000-2006 ha riguardato in Calabria tre programmi: il POR, il
PSR e il Leader. Ad oggi solo il PSR ha concluso la fase di programmazione, mentre gli altri
due sono ancora in corso di attuazione avendo come tempo limite di conclusione la fine del
2008.
Quindi una valutazione complessiva degli effetti e dei risultati non può che risentire di questa
premessa.
POR – Parte Feoga
I progetti selezionati sono stati 9.532 e di questi la maggior parte di essi ha riguardato
interventi strutturali (investimenti in azienda e infrastrutture, rispettivamente 4.493 e 1.075) e
il ricambio generazionale (1.891).
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
123
Progetti (al 31/12/2006)
Misura
Selezionati Avviati Conclusi
Avviati su
selezionati
Conclusi
su
selezionati
1.3 - Bonifica 21 16 1 76,2 4,8
1.5 - Forestazione 579 552 325 95,3 56,1
Totale Asse I 600 568 326 94,7 54,3
4.5 - Investimenti aziendali 4.493 2.295 1.768 51,1 39,4
4.6 - Agrindustria 207 207 101 100,0 48,8
4.7 - Commercializzazione 22 11 4 50,0 18,2
4.8 - Consulenza aziendale 72 72 19 100,0 26,4
4.9 - Silvicoltura 105 103 101 98,1 96,2
4.10 - Agriturismo 412 409 222 99,3 53,9
4.11 - Diversificazione 250 12 0 4,8 0,0
4.14 - Giovani agricoltori 1.891 1.891 1.459 100,0 77,2
4.15 - Formazione 14 9 6 64,3 42,9
4.16 - Ricomposizione
fondiaria 45 45 40 100,0 88,9
4.17 - Infrastrutture 1.075 777 228 72,3 21,2
4.18 - Calamità 344 344 15 100,0 4,4
4.19 - Ingegneria
finanziaria 2 2 2 100,0 100,0
Totale Asse IV 8.932 6.177 3.965 69,2 44,4
Totale Feoga 9.532 6.745 4.291 70,8 45,0
Di questi progetti il 71% è stato avviato e allo stato attuale solo il 45% è stato concluso. Gli
investimenti in azienda (misura con una alta incidenza di risorse attribuite) ha visto il 51% dei
progetti avviati e il 39% conclusi. Gli interventi di infrastrutturazione hanno riguardato
l’avvio del 72% dei progetti selezionati e il 21% conclusi. Solo gli interventi silvicolturali, di
ricomposizione fondiaria e del primo insediamento ha avuto una alta percentuale di progetti
avviati e conclusi.
Progettazione integrata (PIF e PIAR)
La responsabilità della bassa percentuale riscontrata è da attribuire alla modalità di attuazione
dei progetti attraverso i PIF e i PIAR. La procedura di selezione dei PIF e dei PIAR è stata
lunga e complessa avviandosi dopo tre-quattro anni dai bandi.
Complessivamente sono stati presentati 106 PIF, ma allo stato attuale solo 42 sono quelli
selezionati e avviati date le risorse disponibili.
Di seguito vengono evidenziati i comparti interessati ai PIF e l’incidenza delle misure che
ognuno di essi ha attivato.
Il costo medio per PIF è pari a 8 meuro, mentre il costo medio per progetto è di 127 mila euro.
Principali comparti produttivi interessati dai 42 PIF impegnati
Comparti interessati dalle Filiere Numero proposte
Ortofrutta 18
Olivicolo 8
Zootecnico 8
Vinicolo 4
Florovivaismo 1
Piante officinali 1
Paniere prodotti 2
TOTALE 42
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
124
Incidenza dei progetti dei PIF per misura
Progetti (%)
4.5 - Investimenti aziendali 90
4.6 - Agrindustria 6
4.7 - Commercializzazione 1
4.8 - Consulenza aziendale 1
4.14 - Giovani agricoltori 2
4.15 - Formazione 1
100
I Progetti Integrati per le Aree Rurali (PIAR) rappresentano una delle modalità di accesso alle
misure FEAOG del POR Calabria e recepiscono alcuni dei principi cardine della nuova
politica di sviluppo rurale comunitaria: concentrazione della spesa (in questo caso
territoriale), integrazione (fra interventi ricadenti in misure diverse), concertazione (a livello
locale con la costituzione dei partenariati e a livello verticale, fra locale e istituzioni).
Per raggiungere questi obiettivi, il modello PIAR proposto dal POR prevedeva da un lato
l’attivazione di un’intensa attività di animazione territoriale propedeutica all’implementazione
del modello da parte dei territori; dall’altro una riorganizzazione dell’amministrazione
regionale con la previsione di una struttura unica di riferimento per i PIAR, capace di valutare
e gestire progetti integrati territoriali (invece di singole misure).
Il processo si è attivato nel maggio 2001 e le fasi di negoziato si sono concluse nell’aprile
2005, con la chiusura dell’ultimo negoziato e di conseguenza, con l’emissione dell’ultimo
decreto di ammissibilità dei PIAR.
Una lettura dei PIAR attivati, rimanda il seguente quadro:
· tutte le aree PIT sono state interessate da almeno un progetto PIAR. Nello specifico, si
passa da un minimo di uno ad un massimo di quattro Piani.
· Sui 337 comuni potenzialmente beneficiari di un PIAR (comuni classificati ad alta, media
o bassa ruralità), 320 hanno partecipato alla formulazione di un PIAR (95%).
· Gran parte delle risorse finanziarie interessano le misure 4.11 e 4.17, prevedendo
investimenti di natura infrastrutturale (strade rurali, acquedotti, opere di elettrificazione,
recupero di aree picnic e di sosta, etc.), o strutturale (recupero del patrimonio immobiliare
rurale di pregio). Significativa anche la presenza di interventi di natura orizzontale, quali
la creazione di servizi a favore della popolazione o dell’economia rurale. L’insieme di
questi interventi copre circa il 70% delle risorse pubbliche complessive attribuite ai PIAR.
· La qualità dei progetti presentati tradiva l’esistenza di un vero partenariato. Nella gran
parte dei casi si trattava di progetti che non rispecchiavano le specificità dell’area in
quanto presentati da un partenariato solo formale.
Incidenza delle risorse previste dai PIAR per misura
Progetti (%)
4.5 - Investimenti aziendali 42
4.10 - Agriturismo 29
4.11a – Rinnovamento
villaggi 9
4.11b - Incentivazione
attività turistiche e artigianali 16
4.11c - Servizi essenziali 3
100
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
125
PSR
I dati finanziari presentati neol rapporto di valutazione evidenziano la notevole capacità della
Regione a impegnare le risorse disponibili, a selezionare le istanze presentate e a predisporre
le graduatorie definitive.
Dalla programmazione generale risulta che sono stati raggiunti gli obiettivi di spesa previsti e
che sono stati superati di circa 10 milioni di euro.
Le risorse complessivamente impiegate dal PSR, come si desume dal documento del
MIPAAF sullo stato di attuazione dei PSR al 15 ottobre 2006, sono state pari a 251,85 milioni
di euro (112,5%). La programmazione 2000-2006 si è conclusa con un debito che dovrà
essere supportato dal nuovo PSR di 121,976 milioni di euro (19,57% della disponibilità
totale).
Secondo i dati rilevabili dalla valutazione il grado di raggiungimento degli obiettivi fissati dal
PSR è positivo sia per quanto riguarda la misura E (indennità compensativa) che la F
(agroambiente).
Sono state erogate indennità sulla misura E a poco più di 4 mila aziende per una SAU pari a
71.759 ettari. Gli obiettivi di realizzazione sono superati (179%) in termini di superficie ma
non per numero di aziende beneficiarie (50%). La dimensione media delle aziende è pari a tre
volte e mezza quella prevista (17,8 ha contro 5).
Relativamente alla riduzione del divario di reddito, l’indennità compensativa ha risposto
all’obiettivo solo nelle zone svantaggiate e per alcune OTE (Seminativi, frutticoltura,
olivicoltura).
Attraverso le indagini di campo condotte dal valutatore, è possibile confermare la riduzione
degli input chimici per l’agricoltura integrata e biologica in alcune aree (Sibari, Gioia,
Lamezia).
Nella Piana di Sibari (agrumicoltura e peschicoltura), l’indagine condotta presso i beneficiari
ha messo in evidenza che l’introduzione dell’agricoltura integrata ha modificato i
comportamenti degli agricoltori nella fase produttiva riducendo e razionalizzando la quantità e
la qualità dei prodotti chimici: nel complesso delle colture oggetto di interventi sono state
riscontrate le seguenti riduzioni: azoto -33,4%, fosforo -45,4%, potassio – 46,2%, fungicidi –
49%, insetticidi – 54% e erbicidi – 62,5%.
Nella Piana di Lamezia (ortive) e nella Piana di Gioia (Kiwi) l’attuazione della misura relativa
all’agricoltura biologica e a quella integrata non ha modificato in maniera determinante il
comportamento dei produttori e le quantità di sostanze chimiche utilizzate è rimasto invariato.
Leader
Le risorse attribuite all’iniziativa comunitaria rappresentano il 3% dell’intero budget feoga, di
conseguenza l’impatto di questo programma sul territorio, peraltro non ancora concluso, è
molto relativo.
Il vero risultato significativo di questo programma è il modo di come pensare e programmare
le strategie di sviluppo delle aree attraverso il partenariato.
In Calabria, l’I.C. Leader (ma anche i PIF e i PIAR) ha costituito per le aree rurali il metodo
per pensare in modo innovativo al territorio e al suo sviluppo. Essa ha permesso meglio di
altri programmi di non escludere i soggetti della società civile nella programmazione e
attuazione dello sviluppo rurale. Gli studi esistenti sul tema e i rapporti di valutazione ne
evidenziano gli effetti positivi sulla capacità di governance delle aree rurali in termini di:
· aumento della cooperazione orizzontale e verticale: la cooperazione orizzontale, cioè
quella con soggetti posti allo stesso livello di governo del Gal (istituzioni e soggetti
economici e sociali locali) sembra aver funzionato efficacemente. Ciò può essere
considerato senz’altro un aspetto positivo, poste le criticità tradizionalmente
riscontrate nell’instaurazione di rapporti di cooperazione e partenariato tra soggetti ed
istituzioni.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
126
· rendimento istituzionale e organizzativo del partenariato: nelle aree con scarso
sviluppo sia economico che sociale, il Leader ha permesso la formazione di un
partenariato che ha acquisito capacità strategiche per quelle aree: conoscenza del
territorio, competenza professionale degli operatori, capacità di creare relazioni al di
fuori dei territori, maggiore articolazione nell’interpretazione dei problemi del
territorio, maggiore capacità di individuazione di specificità, di opportunità di
integrazione.
L’iniziativa va ulteriormente consolidata e diffusa in modo che il capitale sociale nei territori
che hanno conosciuto l’iniziativa si rafforzi e possa costituire la leva per innescare lo sviluppo
endogeno di quelle aree.
Si tratta di individuare in primo luogo modalità di attuazione dell’approccio Leader che ne
garantiscano le specificità, assicurino una adeguata massa critica, la definizione di partenrship
adeguate agli obiettivi e prevedano azioni di animazione, accompagnamento e assistenza
tecnica in grado di supportare la progettualità locale e favorire la complementarietà dei
programmi a livello locale.
A questo riguardo si pone sicuramente l’esigenza di regolamentare la proliferazione di
soggetti e agenzie al livello locale valorizzando le esperienze passate e il ruolo dei soggetti già
operanti sul territorio. Concretamente per sviluppare la complementarietà a livello locale,
occorre puntare anche su azioni di animazione territoriale, di assistenza tecnica alla
progettazione degli enti locali. Tali processi a livello regionale possono essere favoriti dalla
definizione di aree prioritarie su cui concentrare gli interventi e includendo gli enti gestori che
hanno operato in passato come potenziali promotori della programmazione integrata. Infatti,
ci vuole tempo per riuscire a formare e sviluppare l’esperienza di un buon partenariato e di
una buona squadra locale: in contesti in cui è necessario il miglioramento della propria
capacità amministrativa i partenariati rappresentano un patrimonio fondamentale.
Valutazione della programmazione
Dal rapporto di valutazione e dall’esperienza maturata attraverso l’attuazione dei programmi
(ampiamente descritti nell’allegato 5) è possibile trarre spunti di riflessione utili alla
programmazione 2007-2013. Riflessioni, queste, concernenti gli aspetti tecnicoamministrativi
e gestionali nonchè gli aspetti di contenuto e qualitativi. L’efficacia del
programma è stata enormemente influenzata sia dalle innovazioni proposte per l’attuazione
del programma (progetti integrati) che dalle capacità organizzative e dalla scarsità delle
risorse umane e strumentali del Dipartimento e degli uffici decentrati che hanno provocato
uno scostamento tra gli obiettivi e l’attuazione che, comunque non hanno compromesso la
capacità di spesa. Altro elemento negativo è stato la qualità progettuale carente delle istanze
provenienti dal territorio che non potrà essere sottovalutano nella prossima programmazione.
A tal fine si dovrà porre rimedio con più incisività in un’azione di informazione,
sensibilizzazione e animazione territoriale tesa ad innalzare il livello della qualità
progettuale dei territori. La prima fase di attuazione della progettazione integrata del
Programma Operativo della Regione Calabria ha evidenziato l’eccessiva lentezza e la
concentrazione degli interventi su alcune misure (es. gli investimenti in azienda per le
filiere). Ma anche i PIAR hanno evidenziato una bassa capacità progettuale a livello locale e
una difficile gestione a livello amministrativo. Il risultato di maggiore interesse è legato,
tuttavia, all’impatto sociale e culturale della progettazione integrata, che ha introdotto, in un
contesto difficile e ormai fossilizzato su posizioni isolate, la logica dirompente della
collaborazione e della condivisione di un unico percorso evolutivo.
Va segnalato il proliferare di partenariati sul territorio (ben 4 su uno stesso territorio nella
programmazione 2000-2006) che oltre a porre problemi di carattere amministrativo e
burocratico, pone problemi di partecipazione al fine del raggiungimento di un unico obiettivo
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
127
di sviluppo. Gli stessi partner partecipano a partenariati diversi e finiscono per avere visioni
dello sviluppo non omogenee. La tabella successiva dimostra che l’attuazione degli interventi
varia a seconda della programmazione integrata e, ad eccezione dell’approccio (comunque
dal basso in tutti i casi), presenta caratteristiche diverse rispetto alla strategia territoriale, alla
composizione del partenariato, al potere decisionale, alla multisettorialità e alla selettività.
Programmazione attuale
PIT PIAR PIF Leader
Partenariato Solo
Istituzionale
Semi
istituzionale Settoriale
Pubblico -
privato
Approccio Dal basso Dal basso Dal basso Dal basso
Selettività No No No Si
Strategia
territoriale Si Si No Si
Potere
decisionale
Elaborazione
ma non
attuazione
Elaborazione
ma non
attuazione
Elaborazione
e in parte
attuazione
Elaborazione
e attuazione
Multisettorialità In parte Settoriale Settoriale Multisettoriale
Il modello della progettazione integrata richiede una pubblica amministrazione regionale
capace di compensare le criticità a livello locale o dei partenariati con una forte e autorevole
capacità di governo a livello centrale. Essa deve tradursi in un maggiore rigore nella
selezione dei progetti e nella valutazione della loro coerenza con la strategia del PSR. Inoltre
deve contenere un miglior rispetto dei criteri di concentrazione e integrazione delle risorse e
degli interventi ed una più puntuale capacità di verifica in itinere dei risultati. Da questo
punto di vista, il campo delle regole deve essere chiaro e dettagliato soprattutto rispetto ai
metodi di costruzione delle politiche, agli strumenti di attuazione e di monitoraggio ed alle
procedure di valutazione dei progetti.
Aspetti trattamenti legati ai tempi ed alla capacità dell’amministrazione regionale di valutare
i progetti, di predisporre i bandi, di impegnare e spendere le risorse. Inoltre la qualità del
progetto e la sua capacità di creare le basi per nuovi circuiti di costruzione di politiche
pubbliche finiscono per dipendere strettamente dalle capacità politiche locali, dalla sensibilità
dei sindaci, dalle subculture politiche locali con risultati che possono approfondire le
differenze tra aree deboli e aree forti.
A tal fine nella nuova programmazione 2007-2013 è stato ridotto il ruolo dei partenariati dei
Pif limitandoli alle sole attività di carattere orizzontale delle filiere. I PIAR, invece, sono stati
ricondotti a progetti integrati degli Enti locali per cui l’unico partenariato previsto nei diversi
ambiti è quello che fa capo ai PSL. Qui di seguito vengono schematizzate le criticità e le
possibili soluzioni da adottare nella programmazione 2007-2013.
Criticità della vecchia programmazione e soluzioni
Debolezza Criticità Soluzioni
Riorganizzazione delle funzioni e dei
processi e aumento della dotazione
Struttura amministrativa carente di risorse umane, dell’organico
peraltro non adeguata a gestire programmi complessi
quali quelli comunitari Formazione continua, finalizzata alla
qualificazione, riqualificazione ed
aggiornamento del personale
Carenza organizzativa e gestionale
Carenze strutturali logistiche e strumentali Aumento delle dotazioni strumentali,
con particolare riferimento a quelle di
natura informatica
Lentezza nella spesa Meccanismo di spesa complesso e lungo Semplificazione delle procedure
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
128
Mancanza di collegamento fra i sistemi informatici Messa in rete dei sistemi informatici e
formazione specialistica per gli
operatori
Scarso coordinamento procedurale ed attuativo Maggior livello di coordinamento
all’interno del Dipartimento
Frammentazione di competenze Ridefinizione del nuovo organico a
seguito dell’esodo e del trasferimento
di competenze che eviteranno
l’avvicendamento dei dirigenti e dei
responsabili di misura
Discontinuità di gestione
Carenza organizzativa delle strutture centrali e
periferiche
Maggiore coordinamento tra struttura
regionale e periferica
Ritardi nella attuazione dei processi
Qualità della progettazione spesso non adeguata in
termini di coerenza e cantierabilità
Maggiore assistenza tecnica e
informazione nella fase di avvio
Linguaggio poco uniforme Scarsa uniformità del linguaggio e conoscenza delle
finalità e procedure del POR
Riorganizzazione delle funzioni e delle
competenze
Qualità della spesa Non sufficiente attenzione alla selezione Maggiore selettività
Scarsa integrazione dei programmi Meno programmi, comunque più
integrati e omogenei negli obiettivi
Bassa capacità di spesa
Troppi programmi con finalità diverse e contraddittorie
Più integrazione tra programmi
comunitari e ordinari
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
129
4. Giustificazione delle priorità scelte con riguardo agli orientamenti
strategici comunitari ed al Piano strategico nazionale, nonché
all’impatto previsto conformemente alla valutazione ex-ante
4.1 Giustificazione delle priorità scelte con riguardo agli orientamenti strategici
comunitari e al piano strategico nazionale
Gli Orientamenti Strategici Comunitari per lo sviluppo rurale nel fissare le linee di indirizzo
della politica di sviluppo rurale per il periodo di programmazione 2007-2013, coerentemente
con gli obiettivi di sostenibilità fissati dal Consiglio Europeo di Goteborg e con la strategia di
Lisbona per la crescita e l’occupazione, allarga gli obiettivi del FEASR al di là della
dimensione classica settoriale introducendo elementi di contesto generale (conoscenza ed
innovazione, competitività, sostenibilità ambientale, produzione di servizi, tutela
paesaggistica, ecc.).
Nello stesso tempo la nuova politica di sviluppo rurale offre una più complessa articolazione
di strumenti a favore della competitività, della sostenibilità dei sistemi produttivi e dello
sviluppo rurale, attribuendo alla dimensione territoriale e all’approccio integrato e dal basso
priorità nel tentativo di valorizzare le specificità locali. Sulla base del modello europeo di
agricoltura che intende promuovere la nuova PAC, si inseriscono i vincoli e le potenzialità
presenti nell’agricoltura e nelle aree rurali. Ed è proprio rispetto allo scenario normativo
europeo e alla realtà agricola e rurale calabrese che è stato definito il disegno strategico di
riferimento per il programma di sviluppo rurale.
La riforma della PAC (dal sostegno al riorientamento al mercato) con la nuova riforma della
politica rurale (interventi mirati alla specificità dei territori, multifunzionalità
dell’agricoltura, diversificazione, ecc.) sottolinea l’esigenza di un approccio integrato e
territorialmente definito capace di incidere sullo sviluppo delle aree rurali.
Lo sviluppo di tali aree rappresenta un obiettivo complesso che richiede un approccio
integrato non solo all’interno dell’unico Programma di Sviluppo Rurale (che per il 2007-
2013 racchiude il POR – parte feoga, il PSR e il Leader), ma anche tra i diversi fondi
strutturali (attuati in programmi separati). Il contributo dell'agricoltura alla crescita
economica complessiva può essere significativo solo se si esercita in un rapporto di
interdipendenza tra tutti gli altri fattori dello sviluppo. E ciò vale ancor di più per
un'agricoltura strutturalmente debole, condizionata e inserita in un sistema caratterizzato da
complessi fenomeni di ordine economico e sociale (dalla concorrenza internazionale alla
disoccupazione). Oggi, ancor di più che nel passato, i limiti allo sviluppo agricolo calabrese
sono anche esterni al settore. Gli interventi ancora necessari in agricoltura hanno scarse
possibilità di successo se non rimuovono i vincoli determinati dalla limitata dinamicità del
contesto e dall'isolamento geografico, economico, tecnologico e culturale della regione.
Le linee di indirizzo regionali in materia di politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-
2013 puntano ad un modello di sviluppo competitivo, sostenibile, duraturo, multifunzionale
ed integrato del settore agricolo ed agroindustriale e dei territori rurali.
Gli obiettivi del PSR sono:
· Accrescere la competitività del settore agricolo, agroindustriale e forestale;
· valorizzare l’ambiente e lo spazio naturale;
· migliorare la qualità della vita nelle aree rurali e promuovere la diversificazione delle
attività economiche.
Alla realizzazione del disegno strategico regionale concorrono le azioni attivabili nell’ambito
degli assi prioritari previsti dal Regolamento CE n. 1698/05, in coerenza con quanto previsto
dagli Orientamenti Strategici Comunitari e dal Piano Strategico Nazionale sullo sviluppo
rurale, ma adattandoli alla realtà calabrese, secondo quanto riportato qui di seguito per
ciascuno degli assi.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
130
Asse Orientamenti strategici
comunitari Obiettivi prioritari PSN_PSR Obiettivi specifici del
PSR Misure
Miglioramento
della qualità dei
prodotti nelle
diverse fasi delle
filiere (dalla
produzione alla
trasformazione)
131 - sostegno agli agricoltori per
conformarsi alle norme rigorose
basate sulla legislazione
comunitaria
132 - Sostegno agli agricoltori che
partecipano ai sistemi di qualità
alimentare
133 - Azioni di informazione e
promozione
Consolidamento e sviluppo
della qualità delle produzioni
agricole e forestali
Valorizzazione e
promozione dei
prodotti tipici di
qualità e del loro
legame con il
territorio
133 - Azioni di informazione e
promozione
Accrescere la
competitività delle
aziende agricoleforestali
e delle
filiere
agroalimentari
Asse I
Accrescere la
competitività
del settore
agricolo e
forestale
sostenendo la
ristrutturazione,
lo sviluppo e
l'innovazione
Modernizzazione,
innovazione e qualità nella
catena alimentare
Promozione
dell'ammodernamento e
dell'innovazione delle imprese
e dell'integrazione lungo le
filiere
Sostenere
l’ammodernamento
e l’innovazione
114 - Utilizzo di servizi di
consulenza
115 - Avviamento di servizi di
consulenza aziendale, di
sostituzione e di assistenza alla
gestione delle aziende agricole,
nonché di servizi di consulenza
forestale
121- Ammodernamento delle
aziende agricole
122 - Accrescimento del valore
economico delle foreste
123 - Accrescimento del valore
aggiunto dei prodotti agricoli e
forestali
124 - Cooperazione per lo
sviluppo di nuovi prodotti,
processi e tecnologie nei settori
agricolo ed alimentare e in quello
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
131
forestale
126 - Ripristino del potenziale
produttivo agricolo danneggiato da
calamità naturali e introduzione di
adeguate misure di prevenzione
133 - Azioni di informazione e
promozione
Trasferimento delle
conoscenze
Trasversale all’asse
Qualificare e
aggiornare i profili
professionali
111 - Azione nel campo della
formazione professionale e
dell'informazione
114 - Utilizzo di servizi di
consulenza
115 - Avviamento di servizi di
consulenza aziendale, di
sostituzione e di assistenza alla
gestione delle aziende agricole,
nonché di servizi di consulenza
forestale
Miglioramento della
capacità imprenditoriale e
professionale della
manodopera
Favorire il
ricambio
generazionale
112 - Insediamento di giovani
agricoltori
113 – Prepensionamento degli
imprenditori e dei lavoratori
agricoli
111 - Azione nel campo della
formazione professionale e
dell'informazione
Potenziamento
delle infrastrutture
Investimenti nel capitale
umano e fisico
Potenziamento delle dotazioni
infrastrutturali fisiche e
telematiche
Migliorare la
gestione dei
sistemi irrigui
125 - Miglioramento e sviluppo
delle infrastrutture in parallelo con
lo sviluppo e l'adeguamento
dell'agricoltura e della silvicoltura
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
132
Asse Orientamenti strategici
comunitari Obiettivi prioritari PSN_PSR Obiettivi specifici
del PSR Misure
Tutela
ambientale e
conservazione
della biodiversità
nei siti Natura
2000
213 - Indennità Natura 2000 e
indennità connesse alla direttiva
2000/60/CE
224 - Indennità Natura 2000 e
indennità connesse alla direttiva
2000/60/CE
Investimenti
finalizzati alla
valorizzazione
dell’ambiente e
del paesaggio nei
sistemi agricoli e
forestali
216 - Sostegno agli investimenti
non produttivi
227 - Sostegno agli investimenti
non produttivi
Miglioramento
del livello di
benessere degli
animali
215 – Pagamenti per il benessere
degli animali
Conservazione della
biodiversità e tutela e
diffusione di sistemi agroforestali
ad alto valore
naturalistico
Introduzione e
diffusione di
tecniche di
coltivazione
biologica ed
integrata
214 - Pagamenti agroambientali
211 -Indennità compensative degli
svantaggi naturali a favore degli
agricoltori delle zone montane
Asse II
Valorizzare
l'ambiente e
lo spazio
naturale
sostenendo
la
gestione del
territorio
Biodiversità,
preservazione e sviluppo
dell’attività agricola e di
sistemi forestali ad
elevata valenza naturale
e dei paesaggi agrari tra
dizionali
Tutela del territorio
Mantenimento
dell'attività
agricola nelle
zone
svantaggiate (ai
sensi della Dir.
268 del 1975)
con funzione di
presidio
212 -Indennità a favore degli
agricoltori delle zone caratterizzate
da svantaggi naturali diverse dalle
zone montane
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
133
Introduzione e
diffusione di
tecniche di
coltivazione
biologica ed
integrata
214 - Pagamenti agroambientali
Ripristino
potenziale
produttivo e
prevenzione
incendi
226 - Ricostituzione del potenziale
produttivo forestale e interventi
preventivi
Tutela e
ricostituzione del
patrimonio
forestale
223 - Imboschimento di terreni non
agricoli
221 - Imboschimento di terreni
agricoli
Regime delle acque
Tutela qualitativa e
quantitativa delle risorse
idriche superficiali e
profonde
Favorire
l’introduzione di
tecniche
agronomiche per
la difesa qualiquantitativa
delle
acque
227 - Sostegno agli investimenti
non produttivi
214 - Pagamenti agroambientali
221 - Imboschimento di terreni
agricoli
223 - Imboschimento di terreni
non agricoli
Cambiamento climatico
Riduzione di gas serra
Aumentare la
disponibilità di
biomassa
attraverso
l’incremento
della superficie
investita
(es.: SRF)
221 - Imboschimento di terreni
agricoli
223 - Imboschimento di terreni
non agricoli
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
134
Asse Orientamenti strategici
comunitari Obiettivi prioritari PSN_PSR Obiettivi specifici
del PSR Misure
Recupero del
patrimonio rurale
per migliorare
l’attrattività
turistica
323 - Tutela e riqualificazione del
patrimonio rurale
Miglioramento dell'attrattività
dei territori rurali per le
imprese e la popolazione
Migliorare
l’offerta dei
servizi
321 - Servizi essenziali per
l'economia e la popolazione rurale
Diversificazione
dell'economia
rurale
Creazione di
nuove
opportunità
occupazionali
311 - Diversificazione di attività non
agricole
313 - Incentivazione di attività
turistiche
312 - Sostegno alla creazione e
allo sviluppo di micro-imprese
nell'intento di promuovere
l'imprenditorialità e rafforzare il
tessuto economico
Asse III
Migliorare la
qualità della
vita nelle aree
rurali ed
promuovere la
diversificazione
delle attività
economiche
Creazione di
opportunità di lavoro e
delle condizioni per la
crescita
Mantenimento e/o
creazione di nuove
opportunità occupazionali
in aree rurali
Formazione di
nuovi profili
professionali
331 - Formazione e informazione
rivolta agli operatori economici
impegnati nei settori che rientrano
nell'Asse 3
Asse Orientamenti strategici
comunitari Obiettivi prioritari PSN_PSR Obiettivi specifici
del PSR Misure
Asse IV
Costruire la
capacità locale
di occupazione
e
Miglioramento della
governance
Rafforzamento della capacità
progettuale e gestionale locale
Rafforzamento
della capacità
progettuale e
gestionale locale
411 - Strategie di sviluppo locale
431 - Costi di gestione e
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
135
Miglioramento
della
partecipazione
locale alla
definizione delle
politiche
animazione
diversificazione
Mobilitazione del
potenziale di sviluppo
endogeno
Valorizzazione delle risorse
endogene dei territori
Rottura
dell'isolamento
421 - Cooperazione
ASSE I – Miglioramento della competitività del sistema agricolo e forestale
L’obiettivo prioritario dell’Asse I è quello di migliorare la competitività dei settori agricolo e
forestale contribuendo a creare un settore agroalimentare e forestale calabrese forte e
dinamico, incentrato su investimenti diversificati in termini di capitale umano, fisico e
naturale a seconda delle caratteristiche territoriali e dell’organizzazione socio-economica del
comparto.
Il primo, il secondo, il terzo e il quarto obiettivo specifico dell’Asse I, coincidenti con i primi
due obiettivi prioritari del PSN e PSR, si coniugano con la priorità prevista negli orientamenti
comunitari e relativa alla modernizzazione e innovazione e qualità nella catena alimentare.
Il quinto e il sesto obiettivo previsto (qualificazione e aggiornamento profili professionali e
ricambio generazionale) è sempre coincidente con l’obiettivo prioritario previsto a livello
nazionale-regionale e si rapporta all’obiettivo comunitario relativo agli investimenti nel
capitale umano e fisico.
Gli ultimi due obiettivi si rapportano al precedente obiettivo comunitario e con l’ultimo
obiettivo prioritario PSN-PSR.
Miglioramento della qualità dei prodotti nelle diverse fasi delle filiere (dalla produzione alla
trasformazione)
L’analisi di contesto ha messo in evidenza la presenza di molte produzioni di qualità
all’interno delle filiere, ma nel contempo una loro scarsa valorizzazione commerciale. Siamo
la seconda regione italiana in termini di superficie biologica sul totale della superficie.
Le azioni da mettere in campo fanno riferimento al miglioramento degli standard qualitativi
dei prodotti agricoli e silvicoli e a sviluppare una maggiore integrazione di filiera. Da qui è
necessario differenziare le produzioni dal punto di vista qualitativo per migliorarne la
competitività sui mercati nazionali e internazionali con interventi inerenti la fase della
produzione, della trasformazione e della commercializzazione. I prodotti interessati possono
essere quelli con marchi di qualità riconosciuti a livello comunitario (DOC, STG, IGP,
biologici). A livello nazionale e regionale andrebbero riconosciuti e standardizzati i prodotti
dell’agricoltura integrata.
Gli interventi andrebbero integrati con quelli previsti all’interno dell’Asse II (misure
agroambientali e silvoambientali), ma anche con quelle previste all’interno dell’Asse III
(diversificazione, valorizzazione prodotti e aree territoriali).
Valorizzazione e promozione dei prodotti tipici di qualità e del loro legame con il territorio
La valutazione del contesto della precedente programmazione hanno messo in evidenza che
l’obiettivo di valorizzare i prodotti tipici è stato vanificato da una serie di interventi
scoordinati tra di loro.
Abbiamo diversi prodotti a denominazione e tantissimi prodotti tipici tradizionali che fanno
riferimento a territori ben individuati di particolare interesse storico, paesaggistico, culturale
ed archeologico. E’ anche su questo binomio agricoltura-territorio che bisogna puntare per
dare la giusta valorizzazione all’agricoltura e al territorio su cui insiste.
A tal riguardo la migliore soluzione per valorizzare i prodotti e i territori calabresi è quello di
puntare ad un unico progetto strategico regionale al fine di non disperdere in molti interventi
la promozione dei prodotti calabresi.
Anche in questo caso l’integrazione con il FESR resta indispensabile per meglio affrontare
unitariamente una migliore immagine della Calabria che porterà vantaggi anche ai suoi
prodotti agricoli e forestali e ai suoi territori rurali.
Accrescere la competitività delle aziende agricole e forestali e delle filiere agroalimentari-
Sostenere l’ammodernamento e l’innovazione
I problemi strutturali con cui è costretta a convivere l’agricoltura calabrese insieme alla
mancanza di creazione di un “sistema agricolo” che possa meglio competere e affrontare i
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
137
mercati globali sono i dati più rilevanti emersi dall’analisi di contesto. Inoltre, pone in
evidenza come alcuni comparti produttivi, seppure importanti, presentano grosse carenze
strutturali che bisogna necessariamente affrontare. Anche la nuova riforma della PAC pone
problemi di riconversione colturale che ben si integrano con le nuove possibilità offerte dalle
bioenergie.
Questo obiettivo in Calabria assume una notevole importanza sottolineata da tutti gli attori
delle filiere produttive. Questo obiettivo si realizza attraverso interventi sia all’interno
dell’azienda agricola che lungo le filiere produttive e, quindi, con due modalità differenti
(domanda individuale e PIF).
Gli interventi possibili si concretizzano in:
· interventi nelle aziende tesi a:
- ammodernare e ristrutturare;
- aumentare le dimensioni;
- riconvertire;
- adeguarsi agli standard ambientali.
· interventi nelle filiere tesi a:
- migliorare la fase della commercializzazione;
- migliorare il sistema della logistica;
- sviluppare le bio-energie;
- creare un sistema di filiera.
Sono stati stabiliti, anche, interventi per le produzioni tipiche di un territorio (microfiliere)
che non sono previsti all’interno delle filiere più importanti dell’agricoltura calabrese ( vedi
allegato 2) e che vanno progettate all’interno dei PSL.
Qualificazione e aggiornamento dei profili professionali-Favorire il ricambio generazionale
Dall’analisi di contesto è emerso il deficit imprenditoriale del settore agricolo, la
senilizzazione degli agricoltori e l’importanza che riveste la professionalità e l’aggiornamento
in una agricoltura che si vuole modernizzare. A tutto ciò è necessario associare un’attività di
ricerca che sia capace di recepire e risolvere i bisogni del sistema produttivo agro forestale.
Quindi si cercherà di migliorare il capitale umano attraverso le seguenti azioni:
· facilitare l’accesso alla formazione e ricerca;
· incoraggiare l’adozione e la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione;
· stimolare un’imprenditorialità dinamica;
· favorire il ricambio generazionale.
All’interno di questi obiettivi specifici risulta strategica una maggiore integrazione con il
Fondo Sociale Europeo, che permetterebbe di soddisfare maggiori risorse per la formazione, e
con il FESR, per il finanziamento della ricerca.
Potenziamento delle infrastrutture-Migliorare la gestione dei sistemi irrigui
Questo obiettivo prioritario riveste una importanza strategica per l’agricoltura e per i territori
rurali. Esso riveste un’importanza strategica sia per l’Asse I sia per l’attrattività dei territori
rurali di cui all’Asse III.
Dall’analisi di contesto è emerso un basso grado di infrastrutturazione fisica e telematica del
territorio. E’ chiaro che i fondi a disposizione del FEASR non consentono di dare risposte
esaurienti alla problematica relativa all’infrastrutturazione del territorio calabrese che
necessita di molteplici interventi su più versanti:
· rete dei trasporti;
· rete idrica ad uso irriguo;
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
138
· rete della comunicazione;
· logistica;
· porto di Gioia Tauro.
L’infrastrutturazione primaria non può che fare riferimento al fondo FESR, con il quale
questo programma si integra, mentre sarà il FEASR ad occuparsi della viabilità secondaria.
Inoltre, un maggiore coordinamento con quanto previsto dai programmi nazionali finanziati
dal Fondo Aree Sottoutilizzate e dal Piano Irriguo Nazionale può portare a soluzioni più
consone ai problemi presenti.
ASSE II - Miglioramento e tutela dell’ambiente e dello spazio rurale
L’obiettivo dell’Asse II è quello di migliorare e tutelare l’ambiente e lo spazio rurale.
L’attuazione delle misure inserite in questo Asse mira a due obiettivi fondamentali:
· innescare un processo di conversione delle tecniche di produzione in aree a forte
impatto ambientale;
· innescare un processo di tutela e valorizzazione nelle aree a vocazione ambientale,
paesaggistica e naturalistica.
Le misure previste possono essere classificate in tre categorie:
· pagamenti finalizzati a compensare svantaggi di tipo territoriale ed ambientale
(indennità);
· pagamenti di carattere agroambientale e silvoambientale e a favore del benessere degli
animali;
· imboschimento di superfici agricole e/o mantenimento o ripristino delle aree agricole
e forestali in montagna.
Nell’Asse II, il primo obiettivo comunitario coincide con i primi otto obiettivi specifici del
PSR. Di questo ultimo i primi tre (tutela dell’ambiente e benessere degli animali) soddisfano
il primo obiettivo prioritario PSN e PSR, mentre gli altri quattro (tutela e presidio del
territorio) il secondo. Il nono (tutela risorse idriche) e il decimo (produzione di biomasse)
obiettivo coincidono con quello nazionale e comunitario.
Tutela ambientale e conservazione della biodiversità nei siti Natura 2000-Investimenti
finalizzati alla valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio nei sistemi agricoli e forestali-
Introduzione e diffusione di tecniche di coltivazione biologica ed integrata-Miglioramento
del livello di benessere degli animali.
L’analisi di contesto e la valutazione della precedente programmazione hanno messo in
evidenza che, in Calabria, la biodiversità vegetale e animale assume proporzioni notevoli, ma
rischia di essere intaccata da una molteplicità di problemi. Il PSR, allo scopo di sostenere
l’impegno assunto a Göteborg di invertire il declino della biodiversità, sostiene gli operatori
rurali attraverso le indennità Natura 2000 e le indennità connesse alla direttiva 2000/60/CE e
attraverso il sostegno agli investimenti non produttivi che comportino una gestione
migliorativa del territorio e, quindi, una maggiore tutela degli habitat e delle specie.
Biodiversità e habitat naturali sono, a loro volta, requisiti fondamentali per il sostegno del
turismo rurale. Una maggiore tutela e conservazione della biodiversità possono essere
assicurate anche grazie all’introduzione di tecniche di coltivazione, secondo pratiche
rispettose dell’ambiente, quali il biologico e l’integrato che da una parte sosterranno gli
agricoltori nella conduzione delle proprie attività e dall’altra contribuiranno, come richiesto
dal mercato (es. biologico), ad alzare il livello qualitativo dei prodotti.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
139
Mantenimento dell'attività agricola nelle zone svantaggiate (ai sensi della Dir. 268 del 1975)
con funzione di presidio
L’attività agricola in Calabria, secondo i dati di contesto, viene spesso effettuata in zone con
particolari svantaggi fisici (il 90% del territorio calabrese è di collina e di montagna). Quindi
è di enorme importanza dare un sostegno a quegli agricoltori che continuano l’attività
agricola in aree svantaggiate perché così facendo svolgono una funzione di presidio che
altrimenti renderebbe questi territori più vulnerabili di quanto sono attualmente.
Introduzione e diffusione di tecniche di coltivazione biologica ed integrata-Ripristino
potenziale produttivo e prevenzione incendi-Tutela e ricostituzione del patrimonio forestale
La realtà calabrese è tale che se da una parte è alto il valore ambientale delle risorse naturali
delle aree rurali dall’altra molto di tale patrimonio è sottoposto a rischio di depauperamento.
Fenomeno, quest’ultimo, causato, ad esempio, da pratiche agricole inquinanti il suolo o di
incendi frequenti che distruggono in parte il patrimonio forestale. E’ necessario, pertanto,
sviluppare adeguati metodi di prevenzione e di intervento attraverso corrette tecniche
selvicolturali e di gestione economica dei boschi e di pianificazione dei territori boscati,
finalizzate in particolar modo alla difesa antincendio e alla pronta ricostituzione dei territori
percorsi dal fuoco.
Favorire l’introduzione di tecniche agronomiche per la difesa quali-quantitativa delle acque
Gran parte del territorio calabrese è caratterizzato dal problema del dissesto idrogeologico
come è emerso dalla valutazione del contesto e della precedente programmazione. Tale
fenomeno è fondamentalmente legato alla perdita della superficie boschiva sperimentata in
periodi remoti e non ancora attenuata mediante l’attività di rimboschimento che ha
caratterizzato il periodo che va dal dopoguerra ad oggi. Il sostegno per l’imboschimento dei
terreni non agricoli risulta dunque fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e per
scongiurare l’abbandono delle aree in cui il fenomeno di dissesto idrogeologico e più acuto.
La risorsa acqua, inoltre, verrà tutelata mediante le generali buone pratiche di conduzione
agricola previste e sostenute dalle misure precedenti.
Aumentare la disponibilità di biomassa attraverso l’incremento della superficie investita
La Calabria è in grado di contribuire agli obiettivi di contrasto dei cambiamenti climatici
sostenuti a livello mondiale oltre che a migliorare il reddito degli operatori rurali riducendo le
emissioni di gas serra in atmosfera grazie al suo ampio patrimonio boschivo anche se non è
del tutto ripristinato. Valutazione sottolineate dall’analisi di contesto e dai risultati della
precedente programmazione.
ASSE III - Miglioramento della qualità della vita e diversificazione dell’economia rurale.
L’obiettivo dell’asse III è quello di migliorare la qualità della vita e diversificare l’economia
rurale.
Con il Regolamento per lo Sviluppo rurale 2007-2013, la Commissione ha effettuato un
ulteriore passo in avanti verso il passaggio da una politica agricola settoriale ad una politica
maggiormente territoriale che tenga conto delle complessità che ruotano intorno alle aree
rurali.
Le azioni chiave che la regione mette in campo sono le seguenti:
· Incrementare i tassi di attività e di occupazione nell’economia rurale;
· Incoraggiare l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro: a tal fine occorre
sviluppare tutti quei servizi materiali e immateriali necessari all’insediamento delle
donne nelle aree rurali (per esempio i servizi per l’infanzia) e garantire l’integrazione
con l’asse I;
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
140
· Ridurre lo spopolamento di alcune aree.
Il primi due obiettivi prioritario del PSR (recupero del patrimonio rurale e migliorare l’offerta
dei servizi) coincidono con quello previsto a livello prioritari per il PSN e PSR. Mentre il
terzo, il quarto e il quinto, relativi rispettivamente a diversificazione, creazione di
microimprese e formazione, coincidono con il secondo obiettivo prioritario PSN-PSR.
I cinque obiettivi calabresi sono, pertanto, coerenti con quanto previsto a livello comunitario,
cioè con la necessità di creare le condizioni per la crescita e lo sviluppo dell’occupazione.
Recupero del patrimonio rurale per migliorare l'attratività turistica dei territori e l’offerta
dei servizi
L’analisi di contesto e la valutazione della precedente programmazione hanno messo in
evidenza che molti territori calabresi continuano a perdere popolazione, pur in presenza di
particolari risorse, a causa di un declino delle attività economiche e di una bassissima
valorizzazione dei territori. E’ il caso di ricordare le aree a parco, archeologiche e a vocazione
turistica. Purtroppo queste risorse stentano ad essere individuate come leva dello sviluppo. E’
per questo che bisogna insistere sulla possibilità che le popolazioni rurali di questi territori
unitamente alle istituzioni pubbliche e a quelle economiche e associative propongano dal
basso le soluzioni migliori per rendere questi territori attrattivi e, quindi, luoghi dove poter
vivere e avere a disposizione i servizi essenziali.
Diversificazione dell'economia rurale
Rendere questi territori più vivibili significa anche diversificare l’attività economica. Questo
nella logica di non essere dipendenti dalla sola attività agricola e di contrastare, così, la
tendenza allo spopolamento. E’ quindi necessario diversificare l’attività delle aziende
agricole, il tessuto economico e far leva sul turismo.
Creazione di nuove opportunità occupazionali-Formazione di nuovi profili professionali
Il grado di disoccupazione presenta in Calabria, secondo l’analisi di contesto, valori
insopportabili soprattutto per quanto attiene ai giovani e le donne. L’obiettivo è quindi quello
di creare nuove opportunità di lavoro per queste categorie offrendo nuovi servizi o servizi
essenziali che permettano, soprattutto alle donne di entrare in quel mercato del lavoro che le
vede sempre ai margini. Nello stesso tempo si rendono indispensabili percorsi formativi e
informativi per valorizzare le risorse locali.
ASSE IV - Leader
L’obiettivo dell’Asse IV è quello di favorire la nascita di partenariati sul territorio e
migliorare la governance locale e complessiva. Questo al fine di mobilitare il potenziale di
sviluppo delle zone rurali. Il Leader, nella nuova programmazione, abbandona il suo carattere
sperimentale e pilota per entrare a pieno titolo nel PSR che gli dedica un Asse specifico teso
a:
· a conseguire le priorità degli altri assi;
· a valorizzare le risorse endogene;
· al miglioramento della capacità del territorio a gestire lo sviluppo (processi di
governance), alla creazione di posti di lavoro e alla riorganizzazione sociale ed
economica dei territori rurali;
· a favorire la partecipazione dei soggetti locali alla definizione delle politiche;
· a rafforzare la capacità e la gestione di partenariati locali.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
141
In sostanza il primo e, soprattutto, il secondo obiettivo sono una specificità calabrese per
migliorare la governance (obiettivo comunitario). Mentre il terzo coincide con quanto
proposto a livello nazionale e comunitario.
Gli obiettivi specifici previsti dal PSR si attuano con i programmi relativi alle strategie di
sviluppo locale, la cooperazione transnazionale e interterritoriale, l’animazione e
l’informazione.
Da quanto precedentemente detto e dalla visualizzazione della tabella seguente, la coerenza
viene dimostrata anche attraverso il peso che ogni Asse e ogni Misura ha all’interno del PSR.
La percentuale di risorse allocate negli assi sono coincidenti (asse III) o superiori con il
minimo richiesto a livello comunitario. Sono, altresì, in linea con quanto previsto a livello
nazionale.
Contributo pubblico
Asse
Totale pubblico (%) Dotazione minima UE (%) PSN
(%)
Asse 1 41 10 41
Asse 2 41 25 41
Asse 3 10 10 14,5
Asse 4 6 5 6*
Assistenza Tecnica 2 3,5
*Il PSN calcola l’asse Leader come un di cui degli altri assi. Infatti la somma non è uguale a 100.
Rispetto alla quantificazione del peso finanziario delle misure si rimanda al paragrafo 3.2
dove viene descritta la coerenza delle stesse con i bisogni individuati.
4.2 Gli effetti previsti derivanti dalla valutazione ex-ante relativamente alle priorità
scelte
L’analisi e la previsione degli impatti del Programma da parte del valutatore ha seguito un
approccio additivo dal basso verso l’alto, partendo cioè dall’allocazione delle risorse
finanziarie tra le varie misure e, attraverso una stima delle relative realizzazioni, giungendo a
definire il quadro complessivo degli possibili impatti complessivi sul sistema rurale della
regione.
La scelta alternativa di un approccio macro si è, di contro, rivelata difficilmente praticabile e -
soprattutto - scarsamente supportata da idonee conoscenze ed analisi in merito ai presupposti
e all’efficacia nell’ambito regionale di una strategia tanto articolata. Se è vero, infatti, che
diverse politiche di intervento previste nel Programma 2007-2013 si pongano in continuità
con quelle contenute nella programmazione 2000-2006, occorre aver presente che soltanto
una parte di queste hanno avuto concreta attuazione nel periodo di programmazione
attualmente concluso, e che le valutazioni di impatto disponibili riguardano una quota ancora
minore. Inoltre, queste politiche risultavano frammentate tra tre diversi programmi, il che
renderebbe ancora più complesso valutarne l’impatto complessivo. Infine occorre scontare
una diffusa carenza di informazioni di base in merito alle grandezze di interesse e pertinenza
degli obiettivi del Programma 2007-2013, segnatamente con riferimento ai dati ambientali.
Detti fattori rendono, di fatto, impossibile individuare e dare adeguato sostegno statistico ai
legami di correlazione intercorrenti tra gli interventi previsti dalla strategia e gli indicatori di
impatto.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
142
Al contrario, prendendo le mosse da una ragionevole stima37 del tasso di copertura
realizzabile da ogni singola misura (in termini di superfici, di aziende, o – in generale - di
beneficiari) è invece possibile procedere, per sommatoria e attraverso l’uso di opportuni
parametri tecnici, ad un calcolo dei risultati e degli impatti. Il limite di questo approccio, è
bene riconoscerlo, consiste nella difficoltà, o al limite l’impossibilità, di valutare
correttamente gli effetti moltiplicativi, di sovrapposizione e di spiazzamento che possono
sussistere tra le diverse misure, ma sono omissioni che possono essere ritenute tollerabili in
una previsione a lungo termine, innanzitutto perché si tratta di fattori di secondo grado che,
oltretutto, tendono ad elidersi reciprocamente in quanto di segno opposto.
È evidente che la robustezza delle previsioni formulate per questa via si fonda in primo luogo
sull’accuratezza e la condivisione della stima dei primi effetti (le realizzazioni), nella
consapevolezza che le relative scelte costituiscono elementi connaturati all’attività di
programmazione.
D’intesa con il programmatore ed attraverso un ampio ed intenso scambio con esso, il
valutatore ha dunque proceduto prioritariamente a formulare un’ipotesi di quantificazione dei
target degli indicatori di realizzazione. Nel fare ciò si è tenuto conto di quanto previsto nella
descrizione delle attività, nelle modalità di finanziamento e nell’entità dell’aiuto per ciascuna
misura, seguendo la regola generale, ovvia ma non sempre scontata, che, laddove è stabilito
un massimale di aiuto, soltanto una parte delle operazioni finanziate potranno beneficiarne,
ovvero che l’importo medio dell’operazione è inferiore a detto massimale.
L’operazione successiva è stata quella di stimare i risultati e gli impatti, seguendo un
approccio differenziato per asse.
Nel caso dell’asse I la valutazione è, essenzialmente, imperniata sul guadagno di valore
aggiunto, di produttività e di occupazione derivante dall’attuazione delle misure. Il parametro
di base che si è preso in considerazione riguarda quindi l’entità del “margine di crescita del
reddito aziendale” che ogni azienda “media” (nel panorama dell’agricoltura regionale) può
giungere a conseguire adottando efficacemente le misure opportune. Nell’impossibilità di
determinare, a priori, le tipologie di aziende beneficiarie, tale margine è stato calcolato come
la media delle differenze tra la mediana e il terzo quartile per ogni raggruppamento38 di
aziende aventi lo stesso OTE e la stessa UDE, assumendo che la mediana rappresenti la
redditività dell’azienda “media” e il terzo quartile l’azienda “modello”. I dati utilizzati sono
quelli del RICA regionale 2005. Per ciascuna misura si è poi definito un coefficiente di
“efficacia”, compreso tra zero e uno, a rappresentarne la capacità di cogliere più o meno
pienamente l’effetto di crescita. La stima dei risultati e degli impatti è traguardata al 2013 e
tiene quindi conto di un’ipotesi di crescita tendenziale “naturale” lineare.
Per l’asse II, le stime di risultato si sono, più semplicemente, basate su ipotesi di efficacia
della misura rispetto ai diversi parametri considerati (biodiversità e adozione di tecniche ad
alto valore ambientale, qualità dell’acqua, cambiamento climatico, qualità del suolo e
contrasto alla marginalizzazione e all’abbandono delle terre). Nel definire i coefficienti di
efficacia si è tenuto conto dei risultati conseguiti con misure analoghe attuate nella precedente
programmazione che lo stesso valutatore ha analizzato nella sua veste di valutatore in itinere
ed ex post del PSR 2000-2006.
Le misure nell’asse III presentano, in generale, maggiore eterogeneità che negli altri assi. Non
si è potuto perciò adottare un approccio altrettanto sistematico alla valutazione dei risultati e
degli impatti, come pure delle realizzazioni. In generale non è stato, più di tanto, possibile
fare riferimento ai parametri dell’intervento FEOGA nel periodo 2000-2006, poiché gran
37 Resa possibile e credibile, nella maggior parte dei casi, dalla previsione di massimali di intervento o addirittura
dalla commisurazione degli aiuti alla superficie beneficiaria, o comunque da parametri tecnici sufficientemente
consolidati (anche da prassi e regole affermatisi per gli altri fondi strutturali).
38 Non inferiore a 13 casi
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
143
parte delle misure omologhe nel POR appena concluso non hanno trovato attuazione in
Calabria come in diverse altre regioni dell’Obiettivo 1.
Si è quindi fatto ricorso all’esperienza, ben più consolidata, dell’intervento FESR e FSE,
avendo tuttavia presente la specifica natura del PSR e, segnatamente, la minore densità (di
popolazione ma anche di attività economica) dei contesti rurali, la loro dispersione, la minore
scala degli interventi, ecc..
Nella valutazione degli impatti di carattere economico e occupazionale si sono utilizzati
parametri di produttività, di valore aggiunto e di redditività caratteristici dei settori extra
agricoli di pertinenza dell’intervento, opportunamente rivalutati al 2013 e ridotti per tener
conto della specificità del contesto rurale.
In definitiva, il sistema degli indicatori individuato per il PSR 2007-2013, è riportato nella
tabella
Indicatori di realizzazione, risultato ed impatto per misura
Misura Tipo Indicatore Target
Realizzazione Numero di partecipanti alla formazione 8.021
Realizzazione Numero di giorni di formazione ricevuti 64.167
Risultato
Numero di partecipanti che hanno concluso con
successo un’attività di formazione relativa
all’agricoltura e/o silvicoltura
6.417
Impatto Crescita economica +3.394.332
1.1.1Formazione
professionale e azioni
di informazione
Impatto Incremento del valore aggiunto lordo per unità di
lavoro annuo +2.506
Realizzazione Numero di giovani agricoltori assistiti 1.025
Realizzazione Volume totale degli investimenti 41.000.000
Risultato Incremento del valore aggiunto aziendale +5.297.704
Impatto Crescita economica +1.060.247
1.1.2Insediamento
giovani agricoltori
Impatto Produttività del lavoro +2.506
Realizzazione Numero di agricoltori beneficiari 25
Realizzazione Numero di ettari resi disponibili 375
Risultato Aumento del valore aggiunto lordo nelle aziende
beneficiarie 110.993
Impatto Crescita economica +19.395
1.1.3Prepensionament
o degli imprenditori e
dei lavoratori agricoli
Impatto Produttività del lavoro +1.879
Realizzazione Numero di agricoltori assistiti 7.037
Realizzazione Numero di detentori di aree forestali assistiti 370
Risultato Accrescimento del valore aggiunto lordo nelle
aziende agricole e forestali finanziate 31.242.463
Impatto Crescita economica +5.746.598
1.1.4 Utilizzo dei
servizi di consulenza
Impatto Produttività del lavoro +4.385
Realizzazione Numero di nuovi servizi di gestione aziendali
avviati 94
Realizzazione Numero di nuovi servizi di sostituzione avviati 38
Realizzazione Numero di nuovi servizi di consulenza avviati 56
Risultato Incremento di valore aggiunto degli addetti agricoli
e forestali
Impatto Crescita economica +678.817
1.1.5 Avviamento di
servizi di consulenza
aziendale, di
sostituzione e di
assistenza alla gestione
delle aziende agricole,
nonché di servizi di
consulenza forestale Impatto Incremento del valore aggiunto per unità di lavoro
annuo +11.276
Realizzazione Numero delle aziende agricole che ricevono
supporto agli investimenti 4.369
Realizzazione Volume totale degli investimenti realizzati 436.923.088
Risultato Numero di aziende che introducono nuovi prodotti
e/o nuove tecniche 1.529
1.2.1Ammodernament
o delle aziende
agricole
Impatto Crescita economica +11.298.696
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
144
Misura Tipo Indicatore Target
Impatto Cambiamento nel valore aggiunto lordo per unità
lavorativa +6.265
Impatto Produttività del lavoro (ex. Net additional value
added expressed in Purchasing Power Standard) +6.265
Realizzazione
Numero di detentori di aree forestali che hanno
ricevuto il sostegno all’investimento ripartiti per
tipologia di beneficiario
500
Realizzazione Volume totale degli investimenti 50.000.000
Risultato Numero di aziende che introducono nuovi prodotti
o nuove tecnologie 100
Impatto Crescita economica +775.791
1.2.2 Accrescimento
del valore economico
delle foreste
Impatto Produttività del lavoro +4.385
Realizzazione Numero di aziende supportate 833
Realizzazione Volume totale degli investimenti 150.000.000
Risultato Numero di aziende che introducono nuovi prodotti
e/o nuove tecniche 333
Risultato Incremento nel valore aggiunto nelle aziende
agricole/forestali supportate 7.343.631
Impatto Crescita economica +1.939.477
1.2.3Accrescimento
del valore aggiunto dei
prodotti agricoli e
forestali
Impatto Produttività del lavoro (ex. Net additional value
added expressed in Purchasing Power Standard) +6.265
Realizzazione Numero di iniziative di cooperazione beneficiarie 40
Risultato Incremento del valore aggiunto delle imprese
coinvolte nella cooperazione 265.042
Risultato Numero di imprese che presentano nuovi prodotti o
introducono nuove tecniche. 8
Impatto Crescita economica +62.063
1.2.4 Cooperazione
per lo sviluppo di
nuovi prodotti,
processi e tecnologie
nei settori agricoli e
alimentari, nonché nel
settore forestale Impatto Produttività del lavoro +4.385
Realizzazione Numero di operazioni finanziate 320
Realizzazione Volume totale degli investimenti 80.000.000
Risultato
Accrescimento del valore aggiunto lordo nelle
aziende agricole e forestali finanziate (ripartiti per
settore)
1.187.502
Impatto Crescita economica +165.502
1.2.5Miglioramento e
sviluppo delle
infrastrutture in
parallelo con lo
sviluppo e
l’adeguamento
dell’agricoltura e della
silvicoltura Impatto Produttività del lavoro (ex. Net additional value
added expressed in Purchasing Power standard) +1.253
Realizzazione Superficie agricola danneggiata sovvenzionata 8.000
Realizzazione Numero di operazioni finanziate 471
Realizzazione Volume totale degli investimenti 4.000.000
Risultato Incremento nel valore aggiunto lordo delle aziende
finanziate 5.175.848
Impatto Crescita economica +1.460.312
1.2.6Ripristino del
potenziale produttivo
agricolo danneggiato
da calamità naturali e
introduzione di
adeguate misure di
prevenzione Impatto Produttività del lavoro +4.850
Realizzazione Numero di beneficiari 500
Risultato Incremento nel valore aggiunto nelle aziende
agricole/forestali supportate 1.491.086
Impatto Valore delle produzioni agricole riconosciute per i
diversi standard qualitativi
Impatto Crescita economica +129.298
1.3.1 Sostegno agli
agricoltori per
conformarsi alle
norme rigorose basate
sulla legislazione
comunitaria
Impatto Produttività del lavoro (ex. Net additional value
added expressed in Purchasing Power Standard) +1.253
Realizzazione Numero delle aziende agricole supportate che
partecipano ai sistemi di qualità 1.600
Risultato Aumento del Valore Aggiunto della produzione
agricola oggetto dei sistemi di qualità 12.933.734
1.3.2 Sostegno agli
agricoltori che
partecipano ai sistemi
di qualità alimentare
Impatto Produttività del lavoro (ex. Net additional value
added expressed in Purchasing Power Standard) +5.012
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
145
Misura Tipo Indicatore Target
Impatto Crescita economica +3.310.041
Impatto Cambiamento nel valore aggiunto lordo per unità
lavorativa +5.012
Realizzazione Numero di azioni sovvenzionate 743
Risultato Valutazione della produzione agricola riconosciuta
da etichette di qualità
Impatto Produttività del lavoro (ex. Net additional value
added expressed in Purchasing Power Standard) +3.759
Impatto Crescita economica +1.152.603
1.3.3Azioni di
informazione e
promozione
Impatto Cambiamento nel valore aggiunto lordo per unità
lavorativa +3.759
Realizzazione Numero di aziende beneficiarie in zone montane 3.654
Realizzazione Superficie agricola sovvenzionata in zone montane 62.115
Realizzazione Numero di aziende beneficiarie caratterizzate da
svantaggi naturali diverse dalle zone montane; 385
Realizzazione
Superficie agricola sovvenzionata in zone
caratterizzate da svantaggi naturali diverse dalle
zone montane.
6.538
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 62.115
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 31.058
Risultato - per la qualità dell'acqua 12.423
Risultato - per il cambiamento climatico 3.106
Risultato - per la qualità del suolo 15.529
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 62.115
Impatto
Inversione della flessione nella biodiversità
(popolazione delle specie di uccelli sui terreni
agricoli)
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
Impatto Variazione del bilancio lordo dei nutrienti
2.1.1 e 2.1.2 Indennità
a favore degli
agricoltori delle zone
montane e
svantaggiate
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile 0
Realizzazione Superficie totale compresa nel sostegno agroambientale
211.222
Realizzazione Numero complessivo di contratti 11.833
Realizzazione Superficie effettiva compresa nel sostegno agroambientale
211.222
Realizzazione Numero di azioni in materia di risorse genetiche
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 211.222
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 211.222
Risultato - per la qualità dell'acqua 168.977
Risultato - per il cambiamento climatico 10.561
Risultato - per la qualità del suolo 63.366
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 63.366
Impatto
Inversione della flessione nella biodiversità
(popolazione delle specie di uccelli sui terreni
agricoli)
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
Impatto Variazione del bilancio lordo dei nutrienti
2.1.4 Pagamenti agroambientali
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile 0
2.1.5 Pagamenti per il Realizzazione Numero di aziende che ricevono il sostegno 267
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
146
Misura Tipo Indicatore Target
Realizzazione Numero di contratti per il benessere degli animali 267
Risultato N.D.
benessere degli
animali
Impatto N.D.
Realizzazione
Numero di aziende agricole e aziende appartenenti
ad altri gestori del territorio che ricevono il
sostegno
60
Realizzazione Volume totale degli investimenti 3.000.000
Realizzazione Superficie interessata dagli interventi 6.000
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 6.000
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 3.000
Risultato - per la qualità dell'acqua 1.200
Risultato - per il cambiamento climatico 300
Risultato - per la qualità del suolo 1.500
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 6.000
Impatto
Inversione della flessione nella biodiversità
(popolazione delle specie di uccelli sui terreni
agricoli)
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
2.1.6 Sostegno agli
investimenti non
produttivi
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile 0
Realizzazione Numero di beneficiari che ricevono gli aiuti per
l’imboschimento 2.580
Realizzazione Numero di ettari di terreno interessati
dall’imboschimento 38.701
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 38.701
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 34.831
Risultato - per la qualità dell'acqua 11.610
Risultato - per il cambiamento climatico 29.026
Risultato - per la qualità del suolo 30.961
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 0
Impatto
Inversione della flessione nella biodiversità
(popolazione delle specie di uccelli sui terreni
agricoli)
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
Impatto Variazione del bilancio lordo dei nutrienti
2.2.1 Imboschimento
di terreni agricoli
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile
Realizzazione Numero di beneficiari che ricevono gli aiuti per
l’imboschimento 200
Realizzazione Numero di ettari di terreno interessati
dall’imboschimento 1.400
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 1.400
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 1.260
Risultato - per la qualità dell'acqua 420
Risultato - per il cambiamento climatico 1.050
Risultato - per la qualità del suolo 1.120
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 1.120
2.2.3 Imboschimento
di superfici non
agricole
Impatto Inversione della flessione nella biodiversità
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
147
Misura Tipo Indicatore Target
(popolazione delle specie di uccelli sui terreni
agricoli)
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
Impatto Variazione del bilancio lordo dei nutrienti
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile
Realizzazione Numero di interventi di prevenzione /ricostituzione 500
Realizzazione Zona forestale danneggiata oggetto del sostegno 64%
Realizzazione Volume totale degli investimenti 30.000.000
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 300.000
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 240.000
Risultato - per la qualità dell'acqua 60.000
Risultato - per il cambiamento climatico 240.000
Risultato - per la qualità del suolo 300.000
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 30.000
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
Impatto Variazione del bilancio lordo dei nutrienti
2.2.6 Ricostituzione
del potenziale forestale
e interventi preventivi
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile
Realizzazione Numero di detentori di aziende forestali beneficiari
del sostegno 1.400
Realizzazione Volume totale degli investimenti 35.000.000
Realizzazione Superficie interessata dagli interventi 100.000
Risultato Zone caratterizzate da una gestione positiva del
territorio 100.000
Risultato - per la biodiversità e l'adozione di tecniche ad
alto valore ambientale 100.000
Risultato - per la qualità dell'acqua 40.000
Risultato - per il cambiamento climatico 30.000
Risultato - per la qualità del suolo 80.000
Risultato - per il contrasto alla marginalizzazione e
all'abbandono delle terre 20.000
Impatto Variazione delle superfici agrarie e forestali ad
elevata valenza naturale
Impatto Variazione del bilancio lordo dei nutrienti
2.2.7 Sostegno agli
investimenti non
produttivi
Impatto Aumento della produzione di energia rinnovabile
Realizzazione Aziende beneficiarie 743
Realizzazione Volume totale degli investimenti 148.517.825
Realizzazione Numero posti letto creati 5.941
Realizzazione Numero punti ristoro 173
Realizzazione Numero attività ricreative 111
Realizzazione Numero di impianti di produzione energia da
biomassa agricola o forestale 6
Risultato Numero di aziende agricole beneficiarie su aziende
totali 1,53%
3.1.1 Diversificazione
in attività non agricole
Impatto Numero di occupati nelle aziende beneficiarie 248
Realizzazione Aziende beneficiarie 74
Realizzazione Volume totale degli investimenti 11.111.111
Realizzazione Nuove aziende create 37
Risultato Numero di imprese beneficiarie su imprese totali 0,23%
3.1.2 Sostegno alla
creazione e allo
sviluppo di
microimprese
Impatto Numero di occupati 204
Realizzazione Numero di azioni sostenute 300
Realizzazione Volume totale degli investimenti 15.000.000
3.1.3 Incentivazione di
attività turistiche
Risultato Numero di enti beneficiari su enti totali 45%
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
148
Misura Tipo Indicatore Target
Impatto Posti di lavoro creati 25
Impatto Crescita economica 1.375.000
Realizzazione Numero di azioni sostenute 750
Realizzazione Volume totale degli investimenti 22.500.000
Risultato Numero di enti beneficiari su enti totali 75%
Impatto Crescita economica 4.714.286
3.2.1 Servizi essenziali
per l’economia e la
popolazione rurale
Impatto Posti di lavoro creati 86
Realizzazione Numero di azioni sostenute 313
Realizzazione Volume totale degli investimenti 37.500.000
Risultato Numero di enti beneficiari su enti totali 53%
Impatto Crescita economica 2.250.000
3.2.3 Conservazione e
riqualificazione del
patrimonio rurale
Impatto Conservazione do abita agricoli e forestali
Realizzazione Numero di iniziative sostenute 190
Risultato Numero di operatori economici partecipanti ad
3.3.1 Formazione ed attività sovvenzionate 1.905
informazione
Impatto Posti di lavoro creati 4
Realizzazione Numero di gruppi di azione selezionati 18
Asse IV: Attuazione Realizzazione Superficie totale dell’area dei GAL (kmq) 78%
dell’approccio Leader
Realizzazione Numero di progetti finanziati dai GAL 1.100
4.2.1 Cooperazione Realizzazione Numero di progetti di cooperazione finanziati 18
interterritoriale e
transnazionale Realizzazione Numero di GAL cooperanti 18
4.3.1 Gestione dei
GAL, acquisizione di
competenze e
animazione
Realizzazione Numero di azioni sovvenzionate 40
Gli impatti relativi alla Strategia di Lisbona
Gli indicatori di impatto del PSR relativi alla Strategia di Lisbona sono tre39:
§ la crescita economica, espressa in termini di incremento netto del valore aggiunto
espresso in PPA,
§ la creazione di impiego, espressa in termini di incremento netto di posti lavoro
equivalenti a tempo pieno,
§ la produttività del lavoro, espressa in termini di variazione del valore aggiunto lordo
per unità di lavoro equivalente a tempo pieno.
Si tratta, come è evidente, di indicatori tra loro correlati matematicamente, oltre che sotto il
profilo economico. Per tale motivo una loro valutazione globale, a livello di programma può
essere opportunamente sviluppata contestualmente.
Occorre subito puntualizzare che, mentre le prime due grandezze sono tra loro additive, la
terza, essendo il risultato di un rapporto, deve essere aggregata per mezzo di una media
ponderata. Il fattore di ponderazione può essere sia il valore aggiunto sia l’occupazione. Il
risultato non cambia sostanzialmente.
Ai fini della valutazione dell’impatto complessivo del Programma su questi tre indicatori si
può affermare che soltanto gli assi I e III sono in grado di esercitare un peso significativo,
mentre gli assi II e IV, al netto di alcuni effetti marginali - non facilmente stimabili e
comunque non necessariamente positivi – sono, rispetto ad essi sostanzialmente neutri.
Bisogna infine precisare che l’indicatore di produttività, intesa nel senso anzidetto assume un
significato difficilmente comprensibile e calcolabile nell’asse III, poiché sarebbe in questo
caso generata dalla diversificazione delle attività (da agricole ad extra-agricole). Ora, se si fa
riferimento (come abitualmente accade) ad una declinazione settoriale del concetto di
39 Common Monitoring and Evaluation Framework Guidance note J - Impact Indicator Fiches
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
149
produttività non vi sono elementi per ritenere che le misure adottate siano in grado di
aumentare (o diminuire) la produttività del settore di destinazione. Se invece si fa riferimento
ad un concetto “individuale” di produttività sarebbe necessario stimare la quota di tempo
lavoro (equivalente a tempo pieno) che ciascun beneficiario diretto o indiretto della misura
destina all’attività extra-agricola a danno di quella agricola, avendo peraltro presente che la
produttività nei settori extra-agricoli è solitamente molto superiore.
Il quadro complessivo degli impatti relativi alla strategia di Lisbona, sulla base degli
indicatori sopra esaminati è quindi la seguente.
Impatti complessivi del Programma relativi alla strategia di Lisbona
Misura Crescita
economica
Creazione
di impiego
Produttività
del lavoro
1.1.1 Formazione professionale e azioni di informazione 3.394.332 134 2.506
1.1.2 Insediamento giovani agricoltori 1.060.247 42 2.506
1.1.3 Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori
agricoli 19.395 1 1.879
1.1.4 Utilizzo dei servizi di consulenza 5.746.598 212 4.385
1.1.5 Avviamento di servizi di consulenza aziendale, di
sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende
agricole, nonché di servizi di consulenza forestale
678.817 20 11.276
1.2.1 Ammodernamento delle aziende agricole 11.298.696 389 6.265
1.2.2 Accrescimento del valore economico delle foreste 775.791 29 4.385
1.2.3 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e
forestali 1.939.477 67 6.265
1.2.4 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e
tecnologie nei settori agricoli e alimentari, nonché nel
settore forestale
62.063 2 4.385
1.2.5 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in parallelo
con lo sviluppo e l’adeguamento dell’agricoltura e della
silvicoltura
165.502 7 1.253
1.2.6 Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato
da calamità naturali e introduzione di adeguate misure di
prevenzione
1.460.312 53 4.850
1.3.1 Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle norme
rigorose basate sulla legislazione comunitaria 129.298 5 1.253
1.3.2 Sostegno agli agricoltori che partecipano ai sistemi di
qualità alimentare 3.310.041 119 5.012
1.3.3 Azioni di informazione e promozione 1.152.603 43 3.759
2.1.1 Indennità a favore degli agricoltori delle zone montane o o o
2.1.2 Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate
da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane o o o
2.1.3 Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla direttiva
2000/60/CE o o o
2.1.4 Pagamenti agro-ambientali + o +
2.1.5 Pagamenti per il benessere degli animali o o o
2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi o o o
2.2.1 Imboschimento di terreni agricoli - - -
2.2.3 Imboschimento di superfici non agricole o o o
2.2.4 Indennità Natura 2000 o o o
2.2.6 Ricostituzione del potenziale forestale e interventi
preventivi + o o
2.2.7 Sostegno agli investimenti non produttivi o o o
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
150
3.1.1 Diversificazione in attività non agricole 13.614.134 248 +?
3.1.2 Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese 11.202.886 204 …
3.1.3 Incentivazione di attività turistiche 1.375.000 25 +?
3.2.1 Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale 4.714.286 86 …
3.2.3 Conservazione e riqualificazione del patrimonio rurale 2.250.000 41 …
3.3.1 Formazione ed informazione 224.490 4 …
4.1 Strategie locali di sviluppo o o o
4.2 Cooperazione inter-territoriale e trans-nazionale o o o
4.3 Costi di gestione dei gruppi di azione locale, acquisizione
di competenze e animazione o o o
Totale (*media ponderata) 64.573.968 1.730 5.098*
Gli impatti relativi alla strategia di Göteborg
Nell’analizzare gli effetti complessivi sotto il profilo ambientale è possibile prendere le mosse
dagli indicatori di risultato e, prima ancora, da quelli di realizzazione dell’asse II.
Sulla base dell’entità media degli aiuti concessi si può concludere che nel PSR 2007-2013 vi è
capienza quasi sufficiente per assoggettare gran parte della superficie agricola utilizzabile e
della superficie forestale calabrese ad una “gestione positiva del territorio”. Si parla infatti di
quasi 730 mila ettari complessivamente beneficiari, a fronte di una SAU totale di circa 545
mila ettari e di una superficie forestale di 428 mila ettari.
È tuttavia ragionevole ipotizzare una certa sovrapposizione degli interventi: se, mediamente,
ciascun beneficiario attinge a 1 misura e mezzo il tasso di copertura della superficie target si
attesta intorno al 50%.
Analizzando i criteri di merito si può concludere che, per la maggior parte, la gestione
positiva del territorio riguarda l’obiettivo della biodiversità e dell’adozione di tecniche ad alto
valore ambientale, cui seguono le pratiche destinate a migliorare la gestione del suolo.
La tabella di sintesi degli indicatori di risultato relativi all’asse II è riportata di seguito.
Indicatori di risultato relativi all’asse II
Misura
Zone
caratterizzat
e da una
gestione
positiva del
territorio
- per la
biodiversità e
l'adozione di
tecniche ad
alto valore
ambientale
- per la
qualità
dell'acq
ua
- per la
qualità del
suolo
per il
cambiament
o climatico
- per il
contrasto alla
marginalizzazi
one e
all'abbandono
delle terre
2.1.1 Indennità a favore degli
agricoltori delle zone montane e
caratterizzate da
2.1.2 svantaggi naturali, diverse dalle
zone montane
62.115 62.115 12.423 12.423 3.106 62.115
2.1.3 Indennità Natura 2000 e
indennità connesse alla direttiva
2000/60/CE
2.000 1.800 200 400 200 1.600
2.1.4 Pagamenti agro-ambientali 211.222 211.222 168.977 63.366 10.561 63.366
2.1.5 Pagamenti per il benessere degli
animali
2.1.6 Sostegno agli investimenti non
produttivi 6.000 3.000 1.200 1.500 300 6.000
2.2.1 Imboschimento di terreni agricoli 38.701 34.831 11.610 30.961 29.026 0
2.2.3 Imboschimento di superfici non
agricole 1.400 1.260 420 1.120 1.050 1.120
2.2.4 Indennità Natura 2000 7.619 5.333 762 4.571 762 3.048
2.2.6 Ricostituzione del potenziale
forestale e interventi preventivi 300.000 240.000 60.000 300.000 240.000 30.000
2.2.7 Sostegno agli investimenti non 100.000 100.000 40.000 80.000 30.000 20.000
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
151
produttivi
Totale 729.057 659.562 295.593 494.342 315.005 187.249
Con 1,5 misure per beneficiario 486.038 439.708 197.062 329.561 210.003 124.833
Con 2 misure per beneficiario 364.529 329.781 147.796 247.171 157.502 93.625
Quanto agli impatti propriamente detti, si deve precisare che la regione Calabria non dispone
di una base informativa relativa agli indicatori in questione tale da consentire la formulazione
di previsioni quantitative verificabili con estrema puntualità. Allo stato attuale delle
conoscenze è stata formulata un’ipotesi qualitativa dell’impatto delle singole misure sugli
indicatori di impatto stabiliti, riportata nella tabella successiva, mentre la quantificazione
degli indicatori comuni di impatto è riportata nella apposita tabella del paragrafo 5.8.
Indicatori di risultato relativi all’asse II
Misura
Inversion
e della
flessione
nella
biodiversi

Conservazione
delle zone
agricole e
silvicole ad
elevata valenza
naturale
Migliora
mento
della
qualità
delle
acque
Contributo
al contrasto
del
cambiament
o climatico
1.1.1 Formazione professionale e azioni di
informazione o o o o
1.1.2 Insediamento giovani agricoltori o o o o
1.1.3 Prepensionamento degli imprenditori e dei
lavoratori agricoli o o o o
1.1.4 Utilizzo dei servizi di consulenza o o o o
1.1.5 Avviamento di servizi di consulenza aziendale,
di sostituzione e di assistenza alla gestione delle
aziende agricole, nonché di servizi di
consulenza forestale
o o o o
1.2.1 Ammodernamento delle aziende agricole o o o o
1.2.2 Accrescimento del valore economico delle
foreste + + + +
1.2.3 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali o o o o
1.2.4 Cooperazione per lo sviluppo di nuovi
prodotti, processi e tecnologie nei settori
agricoli e alimentari, nonché nel settore
forestale
o o o o
1.2.5 Miglioramento e sviluppo delle infrastrutture in
parallelo con lo sviluppo e l’adeguamento
dell’agricoltura e della silvicoltura
o o o o
1.2.6 Ripristino del potenziale produttivo agricolo
danneggiato da calamità naturali e introduzione
di adeguate misure di prevenzione
++ o + o
1.3.1 Sostegno agli agricoltori per conformarsi alle
norme rigorose basate sulla legislazione
comunitaria
o o o o
1.3.2 Sostegno agli agricoltori che partecipano ai
sistemi di qualità alimentare o o o o
1.3.3 Azioni di informazione e promozione o o o o
2.1.1 Indennità a favore degli agricoltori delle zone
montane + ++ + +
2.1.2 Indennità a favore degli agricoltori delle zone
caratterizzate da svantaggi naturali, diverse
dalle zone montane
+ ++ + +
2.1.3 Indennità Natura 2000 e indennità connesse alla
direttiva 2000/60/CE ++ ++ + +
2.1.4 Pagamenti agro-ambientali +++ + +++ o
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
152
Misura
Inversion
e della
flessione
nella
biodiversi

Conservazione
delle zone
agricole e
silvicole ad
elevata valenza
naturale
Migliora
mento
della
qualità
delle
acque
Contributo
al contrasto
del
cambiament
o climatico
2.1.5 Pagamenti per il benessere degli animali o o o o
2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi +++ +++ + o
2.2.1 Imboschimento di terreni agricoli +++ +++ +++ +++
2.2.3 Imboschimento di superfici non agricole +++ +++ + +++
2.2.4 Indennità Natura 2000 + + + +
2.2.6 Ricostituzione del potenziale forestale e
interventi preventivi ++ ++ + +++
2.2.7 Sostegno agli investimenti non produttivi +++ +++ + +++
3.1.1 Diversificazione in attività non agricole o o - -
3.1.2 Sostegno alla creazione e allo sviluppo di
microimprese o o o o
3.1.3 Incentivazione di attività turistiche o o - o
3.2.1 Servizi essenziali per l’economia e la
popolazione rurale o o o o
3.2.3 Conservazione e riqualificazione del patrimonio
rurale o ++ o o
3.3.1 Formazione ed informazione o + o o
4.1 Strategie locali di sviluppo o o o o
4.2 Cooperazione inter-territoriale e trans-nazionale o o o o
4.3 Costi di gestione dei gruppi di azione locale,
acquisizione di competenze e animazione o o o o
Gli impatti del Programma sugli indicatori di base correlati agli obiettivi.
Una chiara considerazione sugli indicatori proposti per il PSR riguarda la corrispondenza con
gli indicatori suggeriti dal quadro comune per il monitoraggio e la valutazione (Common
Monitorino and Evaluation Framework: Guidance note E-General Common Indicator List).
Circa il 20% degli indicatori scelti, tuttavia, si distingue da questi ultimi perché più specifici
o più generici o perché non presenti nelle linee guida.
Nel complesso le scelte degli indicatori appaiono corrette sotto diversi profili (significatività
e misurabilità), e ciò vale in particolare per gli indicatori di realizzazione, cui si può muovere
solo qualche marginale rilievo in merito alla reperibilità dei dati e all’onerosità della
quantificazione. In generale, reperibilità, onerosità e disponibilità dei dati ex-ante (questi
ultimi non sono quasi mai necessari, per ovvi motivi, per gli indicatori di realizzazione),
rappresentano le criticità più diffuse tra gli indicatori esaminati, e marcatamente tra quelli
dell’asse II, in cui i ritardi nella predisposizione e messa a punto di una rete di monitoraggio
ambientale tendono a perpetuare una storica carenza di dati e di informazioni che, peraltro,
tende a condurre alla definizioni di indicatori scarsamente identificabili. La misurabilità è, in
definitiva, l’aspetto più problematico del sistema di indicatori proposto, ma è bene osservare
che riguarda significativamente non più di un quarto dei casi. Le osservazioni critiche relative
alla significatività riguardano prevalentemente la c.d. “commisurabilità”, ovvero l’effettiva
possibilità della misura (o dell’insieme delle misure) di produrre effetti percepibili e
riconoscibili sull’andamento dell’indicatore. E’ un problema che riguarda in misura quasi
esclusiva gli indicatori di impatto, sui quali il peso delle esternalità è, per definizione,
maggiore, e deriva sia da fattori di scala che di tempo (necessario perché si esplichino
pienamente gli impatti della misura).
In mancanza di valori target per il sistema degli indicatori individuati per il PSR, e in
particolare degli indicatori di realizzazione, una stima quantitativa degli effetti attesi del
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
153
programma risulterebbe infondata, tanto più se si considera che l’allocazione delle risorse
finanziarie tra le misure è ancora provvisoria. Le sole riflessioni che possono essere svolte in
questa fase derivano, di conseguenza dall’analisi qualitativa dell’impianto strategico del
programma, della sua idoneità ad incidere sulle variabili strutturali e sulle dinamiche che
caratterizzano il sistema rurale della regione in termini di incisività, scala e tempi. Il primo
fattore registra se ci saranno, verosimilmente, impatti nel senso desiderato, il secondo se
questi impatti potranno risultare rilevabili attraverso l’indicatore, il terzo l’epoca in cui
potranno apparire chiaramente.
Per la grande maggioranza degli indicatori, si può prevedere che gli impatti del Programma
saranno presenti, anche se non tutti si manifesteranno con uguale intensità. In particolare, gli
impatti più consistenti, visibili e immediati riguarderanno gli indicatori relativi alle politiche
più “mirate” del PSR, tra queste, la formazione, il ricambio generazionale, l’adozione di
tecniche biologiche, la produzione di energie da biomasse, l’infrastrutturazione turistica delle
aree rurali.
5. Descrizione degli assi e delle misure proposte per ciascuno di essi
5.1 Disposizioni generali
Gli articoli di riferimento di ciascuna misura del programma, nonché gli obiettivi, la logica di
intervento, le azioni, gli indicatori e i beneficiari sono descritti all’interno delle singole schede
di misura che sono riportate in allegato.
5.2 Disposizioni comuni a tutte o a più misure
5.2.1 Contratti del precedente periodo di programmazione ancora in corso
In base all’art. 3.2 del Regolamento (CE) n. 1320/06 relativo alle regole di transizione, si
afferma che verranno riportati sul periodo di programmazione 2007-2013 i seguenti impegni
pluriennali:
· contratti quinquennali non ancora scaduti relativi alle misure agroambientali (misura E
e F del PSR Calabria 2000-2006);
· pagamenti relativi a mancati redditi e cure colturali relativi alla misura
“imboschimento di terreni agricoli” (misura H del PSR Calabria 2000-2006);
Verranno, inoltre, riportati i pagamenti riconosciuti e non pagati al 15 ottobre 2006 per
carenza di risorse finanziarie, nonché i pagamenti da effettuare a fronte degli impegni assunti
con il bando 2006.
Nella tabella che segue sono riportati per misura e per anno di impegno le quote che saranno
trascinate dalla vecchia alla nuova programmazione.
MISURE 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 Totale
MISURA F 34.947.332 17.863.333 8.433.333 8.433.333 73.735.901
MISURA E 15.907.922 8.050.000 3.833.333 3.833.333 27.600.000
ex
Reg (CEE) 2080/92 5.307.432 2.683.333 2.683.333 2.683.333 2.683.333 2.683.333 1.916.667 20.640.766
TOTALE 56.196.667 28.596.667 14.950.000 14.950.000 2.683.333 2.683.333 1.916.667 121.976.667
5.2.2 Misure non comprese negli obiettivi dell’art. 36 del Trattato
Per le Misure non comprese negli obiettivi dell’art. 36 del Trattato si conferma che sarà
garantito il rispetto delle norme e delle procedure sugli aiuti di Stato e dei criteri di
compatibilità materiale. In particolare vengono rispettati i massimali di aiuto per il sostegno
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
154
pubblico totale a norma degli artt. 87, 88 e 89 del Trattato. Nello specifico, per quanto meglio
precisato nel capitolo 9, le suddette Misure saranno attuate in conformità al regolamento de
minimis n° 1998/2006 del 15 dicembre 2006.
5.2.3 Requisiti sulla Condizionalità
I requisiti sulla condizionalità, cui si fa riferimento nel presente programma, corrispondono
esattamente a quelli previsti dal Regolamento (CE) n. 1782/03.
Il regime di pagamento unico aziendale introdotto dalla nuova PAC (Reg. 1782/03)
presuppone, come è noto, il rispetto da parte degli agricoltori di una serie di impegni: corretta
gestione agronomica dei suoli, salvaguardia dell’ambiente e benessere animale. Il rispetto di
queste norme mira ad evitare le “esternalità negative” dell’attività agricola coniugandone le
esigenze con quelle ambientali.
I nuovi Programmi di Sviluppo Rurale (programmazione 2007-2013) completano il processo
di trasformazione del settore primario promuovendo, attraverso il sostegno finanziario, le
“esternalità positive” che derivano dall’attività agricola.
Nello specifico l’applicazione del regime di condizionalità, alla base del pagamento unico
aziendale, impone il rispetto di due grandi categorie di impegni:
· criteri di gestione obbligatori (CGO);
· buone condizioni agronomiche ed ambientali (BCAA).
I primi derivano da specifiche normative comunitarie e nazionali in tema di ambiente, sanità
pubblica, igiene e benessere animale.
Le buone condizioni agronomiche ed ambientali contemplano una serie di norme finalizzate
al perseguimento di quattro specifici obiettivi definiti dall’allegato IV del Reg. 1782/03. In
particolare: difesa dall’erosione, mantenimento della sostanza organica nel suolo,
salvaguardia della struttura del suolo e mantenimento di un livello minimo di gestione.
L’introduzione del regime di condizionalità nei singoli Paesi membri presuppone la
definizione di un quadro normativo nazionale e successivamente regionale.
La Regione Calabria con la deliberazione n. 1196 del 27/12/05 “Norme regionali in tema di
applicazione del regime di condizionalità dei pagamenti diretti della PAC” ha recepito le
norme nazionali in tema di condizionalità del 2005 di cui al Decreto n. 4432 del 15712/2005.
Successivamente con il decreto ministeriale 21 dicembre 2006 n. 12541 sono state riviste le
disposizioni nazionali applicative del regime di condizionalità, pertanto, ai sensi dell’art. 2
comma 1 del predetto decreto, la Giunta regionale ha approvato una nuova delibera di
recepimento (D.G. n. 158 del 05 marzo 2007). Nell’ambito di tale norma regionale è previsto
il ricorso alla cartografia pedologica ed in maniera specifica alla “Carta del rischio di
erosione” e relativo report elaborata di recente dall’ARSSA.
5.2.4 Condizioni per il supporto agli investimenti
Il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria ha adottato un disegno strategico
che ha tenuto conto delle linee di indirizzo della politica per lo sviluppo rurale dettate dagli
Orientamenti Strategici Comunitari ed elaborate dal Programma di Sviluppo Nazionale, della
realtà agricola, forestale, agroalimentare ed ambientale e delle caratteristiche specifiche delle
aree rurali calabresi. Si sono seguite, inoltre, le linee dettate dalla riforma della PAC e della
politica rurale che sottolineano l’esigenza di un approccio integrato e territorialmente definito
capace di incidere e di valorizzare le specificità locali.
Le scelte strategiche, in particolare, sono la traduzione dei bisogni emersi dall’analisi swot,
eseguita su tutti i comparti del mondo agricolo calabrese, ed il risultato della concertazione
con il partenariato. Le attività di analisi hanno restituito un’immagine del territorio regionale
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
155
piuttosto diversificata ed eterogenea in termini orografici, paesaggistici, ambientali, culturali
e di sviluppo tecnologico.
Per consentire un più efficace perseguimento degli obiettivi ed una più efficace allocazione
delle risorse finanziarie sono state definite le linee di policy per ogni Asse prioritario. Queste
sono state individuate cercando di coniugare al meglio azioni mirate per la soluzione di
problematiche specifiche ed azioni volte a superare le criticità che si presentano, per intensità
o modalità in modo non eterogenee, sul territorio.
La strategia relativa alla territorializzazione, nel senso della consapevolezza della non
omogeneità in termini territoriali e di settori produttivi della Regione Calabria, punta a
differenziare l’offerta di politiche su base territoriale.
Le misure scelte per ciascun asse prioritario sono, dunque, espressione di una strategia che
persegue lo sviluppo endogeno sostenibile e la valorizzazione integrata delle risorse locali. In
particolare ogni misura è finalizzata al perseguimento di obiettivi, chiaramente definiti ed
individuati (a seguito delle attività di analisi), rispondenti a specifici fabbisogni territoriali ed
a svantaggi strutturali.
5.2.5 Distinzione con analoghe misure PAC
I controlli relativi alla duplicazione del sostegno a livello di singola operazione sono garantiti
dall’organismo pagatore che eroga sia i fondi relativi al PSR 2007-2013 che quelli degli altri
strumenti della PAC. Le registrazioni effettuate per ogni operazione e per ogni singolo
beneficiario consentono di garantire efficacemente, mediante il controllo incrociato, che
ciascuna operazione sia sostenuta da un solo strumento di sostegno.
5.3 Giustificatizione dei premi ed indennità
Al fine di consentire alla Commissione di verificare la coerenza e l’attendibilità dei calcoli si
riporta nell’allegato 7 il dettaglio della determinazione della giustificazione dei premi.
Aspetto, quest’ultimo, la cui pertinenza ed esattezza, così come previsto all’art. 48, paragrafo
2, del Regolamento CE n. 1794/06, è stata certificata dalla Agenzia Regionale per i Servizi e
lo Sviluppo in Agricoltura.
5.4 Criteri di applicazione dell’abbuono degli interessi, di sistemi di capitalizzazione e
altre operazioni di ingegneria finanziaria ai sensi degli articoli 49, 50, 51 e 52 del
regolamento (CE) n. 1974/2006 del 15 dicembre 2006
Abbuoni di interessi
L’erogazione dell’aiuto previsto in talune misure del programma di sviluppo rurale, come
stabilito dall’articolo 71, paragrafo 5 del Reg. (CE) n. 1698/2005, potrà avere luogo in forma
diversa dagli aiuti diretti a fondo perduto. Tale forma consiste nel pagamento, in forma
attualizzata, del concorso sugli interessi per operazioni creditizie, a medio e lungo termine,
fino ad un massimo del 100% del contributo. È consentita la capitalizzazione degli oneri di
preammortamento per un periodo non superiore a 6 mesi per i finanziamenti a medio termine
(da 18 a 60 mesi) e a 12/24 mesi per quelli a lungo termine (superiori a 60 mesi). Ai singoli
finanziamenti si applicano i tassi di riferimento/attualizzazione calcolati in conformità alla
Comunicazione della Commissione 97/C 273/03 e vigenti alla data di:
· stipula del contratto condizionato, per il periodo di preammortamento;
· stipula del contratto definitivo, per il periodo di ammortamento;
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
156
· liquidazione della prima rata, per il tasso di attualizzazione.
Qualora l’aiuto sia concesso sotto forma di abbuono degli interessi ovvero in forma mista
(parte in conto interessi e parte in conto capitale) l’entità massima non potrà comunque
superare i limiti fissati, per ciascuna misura interessata, nell’allegato al Reg. (CE) n.
1698/2005.
Fondo di garanzia
Il finanziamento bancario per la realizzazione di investimenti coerenti e conformi con le
tipologie di intervento previste nelle schede di misura del PSR, entro i limiti massimi di aiuto
concedibile, può fruire della garanzia concessa da un fondo di garanzia che operi in
conformità agli articoli 50, 51 e 52 del regolamento (CE) n. 1974/2006.
Le risorse finanziarie individuate nell’ambito delle misure del PSR necessarie per la
concessione delle garanzie possono essere utilizzate attraverso un accordo di programma con
ISMEA per essere versate nello specifico fondo di garanzia operante a livello nazionale, ai
sensi del decreto legislativo n. 102/2004, art. 17, commi 2 e 4, autorizzato dalla Decisione
della Commissione Europea C(2006)643 dell’8 marzo 2006, in cui già convergono risorse
finanziarie provenienti da altre istituzioni pubbliche o private che hanno le medesime finalità.
Ciò, allo scopo di costituire un capitale di garanzia, dedicato al rilascio di garanzie a fronte di
operazioni bancarie finalizzate ad interventi sul territorio regionale, tale da consentire una
mitigazione del rischio ed un aumento dell’efficacia dello strumento finanziario.
L’Autorità di gestione del PSR ha la responsabilità delle risorse affidate al fondo e del loro
corretto utilizzo. A tal fine le condizioni e le modalità di partecipazione del PSR al fondo
saranno oggetto di specifiche norme di attuazione. Norme che dovranno assicurare, tra
l’altro, l’individuazione contabile di tutte le operazioni garantite, con particolare riferimento
all’utilizzo delle quote FEARS rinvenibili dai versamenti delle singole istituzioni pubbliche.
La tipologia di garanzia rilasciata dal fondo è attuata, con riferimento alle più recenti
direttive in materia di capitale di vigilanza, nel rispetto dei requisiti previsti dalle istruzioni
rilasciate dalla Banca Centrale. Il fondo può rilasciare garanzie alle imprese agricole singole
e/o associate ed alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli di cui all’allegato 1 del
Trattato. Garanzie che potranno essere rilasciate al momento della loro fondazione, durante le
prime fasi della loro attività o in caso di espansione e soltanto in attività che gli
amministratori del fondo valutino potenzialmente realizzabili. La verifica della fattibilità
economica prenderà in considerazione tutte le fonti di reddito dell’impresa in questione,
desumibili anche dal business plan. Il fondo, secondo la definizione fornita dalle Linee Guida
Comunitarie sugli Aiuti di Stato per il recupero e la riorganizzazione di aziende in
difficoltà40, non può rilasciare garanzie ad aziende in difficoltà. Le garanzie, come definito
dal Regolamento (CE) n. 1698/2005, possono essere concesse entro il limite massimo del
70% dell’importo dei finanziamenti bancari erogati alle imprese beneficiarie – elevato
all’80% per i giovani agricoltori come. Le tipologie di intervento riguardano il rilascio di:
· garanzia;
· cogaranzia in associazione con i Confidi41, in favore delle imprese;
· controgaranzia in favore dei Confidi42.
40 G.U. C 244, 1.10.2004, pag. 2.
41 Ai sensi dell’art.13 D.L. 30 settembre 2003 n. 269 come modificato dalla legge di conversione 24 novembre
2003, n. 326.
42 Ai sensi dell’art.13 D.L. 30 settembre 2003 n. 269 come modificato dalla legge di conversione 24 novembre
2003, n. 326.
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Calabria 2007-2013
157
Le operazioni creditizie ammesse alla garanzia del fondo sono i mutui e i prestiti a medio e
lungo termine (superiore a 18 mesi) concessi da banche ed altri operatori finanziari
riconosciuti, a favore delle PMI operanti nel settore agricolo e/o nelle aree rurali su tutto il
territorio regionale se accese per la realizzazione, tra l’altro, dei seguenti interventi:
· investimenti agricoli fissi per destinazione, compresi l’ampliamento e
l’ammodernamento delle strutture al servizio dell’impresa agricola ed agroalimentare;
· acquisto terreni nei limiti previsti dal Reg. CE n. 1698/2005 e limitatamente ai
giovani imprenditori;
· opere di irrigazione, bonifica e miglioramento fondiario;
· ristrutturazione aziendale e riconversione colturale, costruzione, ristrutturazione ed
acquisto di fabbricati rurali, ad uso non residenziale, ed impianti rurali;
· acquisto di macchinari, attrezzature ed automezzi specifici finalizzati al
miglioramento della struttura aziendale;
· interventi volti alla realizzazione di investimenti per la diversificazione delle attività
agricole e/o per il rafforzamento della pluriattività.
Il costo della garanzia è calcolato in base ad una valutazione oggettiva del rischio
dell’operazione finanziaria maggiorata dei costi sostenuti per il rilascio della garanzia stessa
e per i relativi impegni di patrimonio.
Le garanzie, nei limiti della copertura massima, coprono la perdita, per capitale e interessi,
determinata al momento del verificarsi dell’insolvenza dell’impresa ammessa alle garanzie e
comunque nel rispetto della normativa regolante il fondo.
Le spese sostenute per la concessione delle garanzie, in conformità con quanto stabilito
all’Articolo 26, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1290/2005, sono rendicontate alla
Commissione e corrispondono alla spesa totale sostenuta ai fini del versamento di contributi
nel fondo stesso.
Tuttavia, secondo quanto previsto dall’Articolo 28 del regolamento (CE) n. 1290/2005, al
momento del versamento del saldo ed alla chiusura del programma, la spesa ammissibile sarà
pari al totale:
(a) di ogni eventuale garanzia prestata, compresi gli importi impegnati a titolo di garanzia
dal fondo, e
(b) dei costi di gestione ammissibili
.
La differenza tra il contributo realmente erogato da parte del FEASR, in virtù di interventi di
ingegneria finanziaria e le spese ammissibili di cui alle lettere (a) e (b), è liquidata nel
contesto del bilancio di esercizio relativo all’ultimo anno di attuazione del programma.
Gli interessi prodotti dai versamenti provenienti dal Programma di Sviluppo Rurale nel fondo
di garanzia andranno ad incrementarne la potenzialità e saranno utilizzati allo scopo di
finanziare interventi di ingegneria finanziaria a beneficio delle singole imprese.
Le risorse disponibili, dopo che tutte le garanzie siano state soddisfatte, saranno riutilizzate
dalla Regione per finalità analoghe a favore delle imprese del proprio territorio.